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Sanità imperiese, i dati sulle liste d’attesa: le strategie dell’Asl1 portano i primi risultati foto

Operazione trasparenza del direttore Prioli che difende il suo operato: "Dal 2016 erogate 5000 visite in più"

Sanremo. Secondo la direzione dell’Asl1 imperiese la situazione delle liste d’attesa delle prestazioni specialistiche programmate ha avuto delle criticità, ma ci sono stati anche tanti miglioramenti. Dai dati esposti dal direttore generale Marco Damonte Prioli,  dopo due anni di lavoro, stanno arrivando i primi risultati.

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Per le prestazioni che devono essere erogate entro 10 giorni dalla prenotazione (sono le B: brevi), nel 90& dei casi vengono rispettati i tempi d’attesa e nei restanti, per le Tac, Risonanze ed Eco, possono passare al massimo 6 giorni dalla scadenza: 1 in media per le Tac, 6 per Risonanze, 4,8 per le Eco.

La “rivoluzione” che permetterà nel 2018 di portare, secondo le previsioni della direzione sanitaria, il 100% dei risultati positivi, dovrebbe arrivare dal nuovo sistema di gestione delle prenotazioni. Saranno gli specialisti (su base volontaria) a poter prenotare direttamente la visita di controllo, evitando all’utente il passaggio attraverso il centralino (Cup).

Per tutti gli altri casi, lo staff dall’Asl1 ha predisposto una struttura che accompagni il cittadino “vittima” di tempi troppo lunghi, nella ricerca di una soluzione compatibile con le proprie esigenze. Il nuovo percorso di presa in carico del paziente ha portato già a circa 500 casi risolti.

L’altra grossa novità deriva dal nuovo Cup (Centro unico prenotazioni) regionale. Al numero verde 800 098 543 presto si potranno prenotare visite anche nelle altre strutture ospedaliere della regione. Per esempio se ci sarà un picco di accessi nel reparto di ortopedria di Sanremo, verranno suggerite dagli operatori altre sedi in cui poter effettuare il controllo clinico. Chi sarà disposto a spostarsi potrà anche prenotare direttamente in un altro ospedale regionale.

Per ottimizzare il lavoro, è stato potenziato il servizio di recall, quello che ricorda al paziente, attraverso una telefonata, il proprio appuntamento.

Per fa fronte alle brevi scadenze (visite a 10 giorni) e quelle differite (a 60), nello scorso anno sono stati messi in campo 600 mila euro di prestazione aggiuntive che equivalgono a circa 8 medici in più. Altri fondi sono stati concentrati sulla chirurgia vascolare, la grastroenterologia e la medicina sportiva. Più personale è stato impiegato in radiologia e sono aumentate le strutture accreditate.

In provincia scontiamo la scarsità di strutture private capaci di erogare servizi specialistici che sono solo il 5,03% del bacino sanitario. Manca quindi il supporto dei privati accreditati, che in altre città più grandi come Genova fungono da valvole di sfogo.

Queste misure hanno portato, per l’anno 2017, ad un aumento da 15 a 18 mila visite, pari ad un + 27%. Le motivazioni sono anche da ricercare nell’invecchiamento della popolazione. Se l’età della vita si prolunga, vuol dire che lo stato di salute migliora ma sono richieste più prestazioni sanitarie di controllo.

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