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“Qui non si nasce e non si muore”, il ventimigliese Andrea Iorio alle Svalbard per una performance sull’ambiente

Il viaggio dell'artista, oltre il Circolo Polare Artico, per lanciare un messaggio di speranza

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Ventimiglia. L’artista ventimigliese Andrea Iorio è partito alla volta delle Svalbard, oltre il Circolo Polare Artico, per una performance sull’ambiente “Qui non si nasce e non si muore”. Lo scopo del giovane artista è quello di lanciare un messaggio di speranza.

Il paradiso degli orsi polari

L’arcipelago delle Svalbard: la terra stabilmente abitata più a settentrione del pianeta, all’estremo nord del continente europeo, territorio di elezione di orsi polari, renne, foche e orche marine, dove le temperature minime possono sfiorare i -40°C e rendere pressoché inutilizzabile qualsiasi dispositivo elettronico, fotocamere e cellulari compresi. Cosa che rende molto complicata la vita di un artista come Iorio, che lavora anche con l’immagine fotografica e utilizza i social network per comunicare con i suoi followers.

Il mio regno per un cacciavite

A Longyearbyen, la capitale dell’arcipelago, vivono circa tremila persone e se al market del centro chiedi un semplice cacciavite, potresti sentirti dire “Non lo abbiamo, ma se vuole glielo faccio arrivare con la prossima nave”. Proprio come è capitato ad Andrea, che appena atterrato sul permafrost si è accorto che il freddo aveva mandato in tilt il meccanismo di scatto della sua Nikon e c’era bisogno di hackerare la centralina elettronica!

Per muoversi alle Svalbard, ancora oggi il principale mezzo di locomozione è costituito dalle slitte trainate dai cani: d’inverno sui pattini, in estate su ruote. “Questa è una terra poco contaminata, con paesaggi mozzafiato illuminati da favolose aurore boreali e caratterizzati dalla presenza di stupende montagne di ghiaccio”, dice Andrea Iorio.

Ma cosa ci fa alle Svalbard un ligure come lui, che ama il mare al punto di aver scelto di aggiungere l’alias surf sul suo profilo Facebook?

Non si nasce e non si muore

“Qui la gente ama ripetere che su questa terra non si nasce e non si muore, visto che per partorire bisogna andare in Norvegia e che essere seppelliti nel permafrost è impensabile per ovvie ragioni”.

E allora?

“È una terra estrema ma delicatissima, e questo ti spinge a riflettere. Da anni qui si contano i centimetri di ghiaccio che si stanno sciogliendo settimana dopo settimana e i primi a subirne le conseguenze sono gli orsi, i cetacei, le renne”.

La Banca dei semi

La particolare condizione climatica e ambientale delle Svalbard ha portato gli scienziati a realizzare la Svalbard Global Seed Vault, una banca dei semi, che ha come scopo la preservazione della varietà biologica e la sicurezza alimentare, tramite lo stoccaggio di un’adeguata quantità di specie alimentari, pronte alla semina nell’eventualità di una catastrofe biologica.

A queste tematiche di salvaguardia, ecologia e speranza è legata la performance che Andrea sta realizzando alle Svalbard e che si potrà vedere prossimamente.

Maggiori info sulla sua pagina di Andrea Iorio su Facebook.

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