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Pasqua con il freno a mano tirato in Riviera, Pilati (Federalberghi): “Hotel mezzi vuoti”

Il meteo instabile e la festività che arriva troppo presto non hanno favorito le prenotazioni

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Imperia. Pasqua con il freno a mano tirato. Il meteo instabile e la festività che arriva troppo presto non hanno favorito gli albergatori della Riviera dei Fiori. A ridosso del fine settimana pasquale, le strutture ricettive sono ancora mezze vuote.

«Al momento le prenotazioni sono ferme a circa il 50% – spiega Americo Pilati, presidente Federalberghi regionale e provinciale –. Dicono che domenica e lunedì farà bello, magari questo aprirà a prenotazioni last minute. E non è un auspicio, ma una speranza. Qualche pullman di turisti stranieri c’è, chissà, è un’incognita. Bisogna dire però che ce lo aspettavamo, la Pasqua “bassa” non favorisce gli arrivi nella nostra Provincia che richiama soprattutto per le attrattive del sole e dei bagni che quest’anno, a causa di una primavera che si sta facendo attendere, non sono bastate».

Secondo Federalberghi Italia, del resto, saranno 10 milioni e 156 mila gli italiani che si muoveranno durante il periodo delle festività pasquali, facendo registrare un +2,4% rispetto alla Pasqua 2017.  Le mete preferite dei viaggiatori saranno le città d’arte (32,6%) e le località sciistiche (20,8%) che, al contrario di quelle balneari, hanno goduto di quest’inverno che sembra non abbandonarci più.

«Ripeto – sottolinea Pilati – non ci speravano neanche nel boom di arrivi. Sarebbe stato ottimale se le previsioni meteo fossero state sole e caldo, allora sì che venire da noi sarebbe stato meglio, ovvero più economico, che andare in una città d’arte o a sciare». Basti pensare che, sempre stando all’indagine di Federalberghi Italia, la spesa media pro capite sostenuta per le vacanze pasquali sarà pari a 353 euro, quindi 4,7% in più in confronto ai 337 euro del 2017.

«Gli albergatori ci stanno provando in tutti i modi – evidenzia il presidente regionale e provinciale –. Guardando i booking online, si potranno trovare promozioni e pacchetti particolari, il che significa che hanno paura di restare vuoti. Hanno imparato a “svendere”, perché sanno che quest’anno il mercato lo fa il cliente. C’è da dire però – aggiunge – che le offerte dei singoli Comuni in ambito eventi e manifestazioni sono davvero poche. Anzi, diciamolo francamente senza aver paura di essere smentito: la mancanza di cultura turistica in questi frangenti si vede tantissimo. Il mare attira d’estate, durante la bassa stagione bisogna puntare su qualcos’altro. Certo, gli amministratori diranno che loro sono senza soldi e che noi ci lamentiamo per ogni cosa, ma ciò non toglie che al turista per farlo arrivare e per farlo spendere bisogna dargli delle motivazioni. E noi gliele diamo? Ha senso investire e organizzare festival e rassegne quando sappiamo con sicurezza che le presenze saranno alte come, ad esempio, in estate o durante la kermesse sanremese? Non sarebbe meglio fare qualcos’altro, anche solo una mostra, ma fatta bene, come quelle di Genova, per riempire durante periodi come questo?».

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