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Museo del Fiore, presentato il calendario delle attività 2018 del Floriseum foto

Il sindaco replica alle accuse lanciate dalla coop Il Cammino: "Disponibili, come ogni anno, a portare i parmureli in Vaticano"

Sanremo. E’ stato presentato questa mattina il calendario eventi 2018 del Floriseum, il Museo del Fiore con sede nella villetta dei giardini Ormond.

Le attività di quest’anno, già iniziate lo scorso 3 marzo, sono state illustrate dal presidente Mauro Mariotti, l’assessore Barbara Biale, il sindaco Alberto Biancheri e la direttrice dell’Irf Margherita Beruto.

L’elenco degli appuntamenti potete scaricarlo qui: programma 2018 Floriseum.

Il programma è stato coordinato da molti enti e prevede la collaborazione tra Crea (l’ex Istituto Sperimentale), il Cersaa di Albenga, l’Irf, le università di Genova e Savona, il centro giardini botonaci Hanbury, l’Istituto Aicardi e, come ente capofila, il Comune di Sanremo.

Quindici conferenze, di cui 11 a scadenza fissa (ogni sabato del mese), dedicate alla cultura del fiore, organizzate insieme al club Unesco. Poi tre mostre fotografiche e altre con gli oggetti della tradizione floricola locale. A maggio ci sarà una mostra mercato sulle rose. Nel mese di aprile invece si terranno dei mercatini floreali.

Cinque workshop, il primo dei quali è stato quello sul punteruolo rosso, al quale seguirà quello sulle specie invasive: proprio a gennaio è stato emanato un decreto che obbliga i floricoltori a rispettare nuove prescrizioni.

Biologia molecolare e cura delle piante saranno affrontate dall’Irf.

Dopo gli interventi dei protagonisti, il sindaco ha voluto prendere la parola per tornare sul caso dei parmureli “snobbati” dal Comune, almeno secondo le accuse della coop Il Camminio: “Non è vero che al Comune di Sanremo non importa nulla dei parmureli in quanto, oltre ad essere promotore dell’iniziativa assieme al Comune di Bordighera, ha svolto una serie di iniziative legate alla tradizione delle palme con manifestazioni culturali e corsi di formazione molto partecipati, proprio per tramandare e valorizzare le nostre antiche tradizioni, conservate dalle storiche famiglie deiparmurà.

In merito alla polemica che ritengo pretestuosa - continua il primo cittadino - propongo un ritorno alle origini con le amministrazioni di Sanremo e Bordighera promotrici dell’invio e della consegna direttamente in Vaticano dei parmureli, senza oneri, provvedendo così alla spedizione con l’aiuto volontario delle comunità locali di intreccio e delle famiglie storiche legate al parmurelo.

Sarebbe una bella occasione per dare grande risalto a quest’antica tradizione che affonda le radici nella nostra storia comune e che eviterebbe le spese di acquisto e di trasferta, poco sostenibili dai comuni e poco opportune in questo periodo di ristrettezze economiche e di difficoltà sociali. Si ritornerebbe così alla tradizione più vera e più antica della Pasqua cristiana”.

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