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Mara Lorenzi scende in campo per le amministrative con “Civicamente per Bordighera”

"Il gruppo deve essere completamente indipendente da qualsiasi dinamica di partito, perché le dinamiche di partito sono devastanti"

Bordighera. Si chiama “Civicamente per Bordighera” il gruppo formato dall’attuale consigliere comunale di opposizione Mara Lorenzi in lizza alla carica di sindaco per le prossime elezioni amministrative comunali. La dottoressa Lorenzi, ricercatrice dell’università di Harvard, lo ha annunciato ieri al Cinema Zeni, a margine di un incontro-dibattito dal titolo: “Il lavoro: traguardi da conquistare. Spazio a donne e giovani”.

E sono proprio l’occupazione, i giovani e il territorio alcune delle linee guida del programma che la Lorenzi sta preparando per presentarsi ai suoi concittadini. “Civicamente per Bordighera è un gruppo già abbastanza folto, con gente molto bella e rappresentativa delle diverse attività”, ha anticipato la Lorenzi, che sottolinea: “Il gruppo deve essere completamente indipendente da qualsiasi dinamica di partito, perché le dinamiche di partito sono devastanti. Obiettivo solo e principe è la città, nell’ambito di un programma che è una proposta per far rinascere Bordighera”.

“Visione Bordighera 2030″: questo l’obiettivo del gruppo che parteciperà alle elezioni di maggio. Questo perché cambiare il destino di una città “non si può fare nel giro di uno o due anni”, spiega la Lorenzi, “Ma abbiamo una visione di come potrebbe essere Bordighera nel 2030 se iniziamo a lavorarci ora”.

I dettagli del programma, così come i nomi delle persone che accompagneranno Mara Lorenzi alle elezioni, restano al momento top secret, anche se si parla di una candidata di Borghetto San Nicolò, esperta dei “movimenti di servizio per gli anziani”, che lavora a Genova nell’istituto di Scienze della Salute.

“Abbiamo chiuso alberghi, abbiamo chiuso negozi”, ha spiegato la Lorenzi, che ha già in mente una “ricetta”, non semplice ma innovativa, per riqualificare il tessuto cittadino, “Ma la chiusura dei negozi è al fondo di un imbuto che va riempito, perché se non lo si tiene pieno non si può pensare che i negozi restino aperti. Non basta aprire la domenica o tenere aperto più ore, come ha suggerito qualcuno: la gente la deve riportare a Bordighera chi amministra”.

Per questo è necessario, secondo il candidato sindaco, “da una parte sviluppare offerte lavorative che in buona parte saranno legatissime a quello che ci offre il territorio e dall’altra tenendo presente il nuovo mercato del lavoro. Lo “smart working” potrebbe avere un ruolo molto interessante, con i giovani che potrebbero scegliere di lavorare a Bordighera e crescere qui la loro famiglia.  Per fare questo bisogna sviluppare l’offerta di lavoro e la qualità di vita in città: vanno benissimo mare, sole ed entroterra, ma ci vogliono anche intrattenimento e cultura”.

Grande spazio anche agli anziani, per i quali il gruppo della Lorenzi ha in mente di creare una sorta di “appartamenti nel villaggio”: una visione dovuta all’esperienza negli States della dottoressa, venuta a contatto con le nuove realtà di assistenza agli anziani: “Non RSA o strutture chiuse”, spiega la Lorenzi, “Ma una sorta di villaggio dove le persone possono muoversi a seconda del loro grado di indipendenza. Ormai è una formula comune in America ma anche nel nord Europa e qui a Bordighera abbiamo tutte le carte in tavola: ci sono zone che sono facilmente trasformabili, partendo dal piccolo. Si potrebbe creare una rete che darebbe un grande servizio alla comunità degli anziani, ma porterebbe anche un indotto lavorativo notevole, con la necessità di servizi di marketing e servizi specifici alle persone oltre a prestazioni alberghiere o pseudo-alberghiere. Ovvio che servano investimenti, ma ci sto lavorando”.

Altra grande battaglia: “Far pervenire alle persone il messaggio che si può fare di meglio e che non è necessario dare sempre il voto agli stessi gruppi che per anni hanno avuto un ruolo di amministrazione e che molte promesse hanno fatto ma evidentemente poco si è mosso”.

La fretta non paga. “Non bisogna far vedere di aver troppa fretta se le scelte poi ti costano quattrini che si sarebbero potuti investire su scelte lungimiranti”, aggiunge la Lorenzi, “Bisogna lavorare alle cose, anche se ci vuole tempo. Non sono le grandi opere a cambiare le cose. Bisogna creare attività e trovare funzioni per questa città. La grande opera o i mercatini non sono le risposte. Non sono la cura. Come non è la cura l’esposizione di opere di Monet, che sarà bellissima e stupenda, ma non è sostenibile. Bisogna creare cose che continuino a crescere e svilupparsi nel futuro”.

Sviluppo del lavoro e della qualità di vita, con uno sguardo alle frazioni. “Dobbiamo creare le condizioni per fare in modo che i giovani tornino a Bordighera e scelgano di viverci. In questo il territorio ci aiuta”, conclude Mara Lorenzi, “Importante  è anche riqualificare le frazioni, partendo da Borghetto San Nicolò che è un borgo meraviglioso ma è stato lasciato morire. Punteremo molto anche su questo”.

 

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