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Liguria, il presidente Toti a Lugano: “Bloccando il terzo valico si perderebbero centinaia di milioni di euro” foto

"Bisogna andare avanti con determinazione, sostenere quegli investimenti per lo sviluppo del nostro territorio"

Liguria.Non è possibile bloccare il Terzo Valico. L’opera è già partita e le talpe in questo momento stanno scavando nelle montagne. Al di là della propaganda, anche i Cinque Stelle sanno benissimo che bloccare un’opera completamente finanziata nella quale sono stati investiti più di 5 miliardi di euro già accantonati sarebbe gettare via centinaia di milioni di euro degli italiani e lasciare un’incompiuta degna di un’altra Italia che non vorremmo più vedere”.  Lo ha detto il presidente Toti intervenendo a Lugano a “Un mare di Svizzera”, Conferenza internazionale dell’Autorità di sistema portuale Mar Ligure Occidentale.

“Siamo in un paese, la Svizzera, che ha già costruito la sua ferrovia piana transalpina, che per noi può essere una grande opportunità oppure un rischio nel confronto con i porti del Nord Europa – ha proseguito Toti – occorre sfruttare questa occasione, essere più competitivi, esserlo al più presto. Il Terzo Valico, la grande diga e i binari nel porto di Genova, il secondo anello ferroviario sono tutti investimenti improcrastinabili da portare avanti con grande determinazione insieme a un quadro normativo che sia più coerente con le nostre esigenze.

Noi, Regione Liguria, Comune di Genova e Autorità portuale siamo qui oggi per dire che ci crediamo fino in fondo, che le parole poco convincenti e forse anche poco convinte di chi dice di fermare il terzo valico sono una follia che ci riporta nel passato, che bisogna andare avanti con determinazione, sostenere quegli investimenti per lo sviluppo del nostro territorio. E occorre anche lavorare sulle infrastrutture immateriali, dal quadro normativo alla digitalizzazione alle procedure doganali, condizioni necessarie per tornare a essere il primo porto dell’Europa continentale.

I porti della Liguria sono il principale sistema portuale del Mediterraneo, perché sono connessi all’Europa che conta di più dal punto di vista economico. Siamo un asse fondamentale dello sviluppo non solo del Nord Ovest, ma dell’Europa: nel bacino del mediterraneo ci siamo noi, lo presidiamo da centinaia di anni. Per questo i porti della Liguria dovrebbero avere una legge speciale.

Se noi siamo il porto d’Italia, e per volumi lo siamo ormai in assoluto, i porti della Liguria dovrebbero avere un’unica autorità: da Vado alla Spezia, passando per i due porti di Genova un’unica regia con regole più snelle per competere con i porti di Amburgo, di Anversa e di Rotterdam, un sistema portuale integrato al primo sistema logistico del mediterraneo; dove i privati possano entrare, dove le autorità locali siano adeguatamente rappresentate e possano essere parte in causa. Dobbiamo avere la certezza che la governance funzionerà una volta che questi investimenti saranno stati fatti, altrimenti avremo buttato dei soldi in un deserto. Ma siamo già sulla strada giusta”.

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