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La crisi italiana diventa fumetto con le vignette dell’imperiese Noel Gazzano fotogallery

L’artista e antropologa culturale ha sdrammatizzato il sentire collettivo con il linguaggio umoristico, semplice e immediato del comic

Imperia. C’è la crisi finanziaria, quella spirituale, amorosa poi ancora la crisi politica, ambientale o alimentare fino ad arrivare alla crisi di coscienza e a quella sociale. Di “crisi” – termine di derivazione greca (κρίσις) che originariamente indicava la separazione del grano durante la trebbiatura – oggi ne conosciamo tante. Un caleidoscopio di stati interiori o esteriori che, fin dal nome, aprono a una condizione di turbamento, incrinatura, sconvolgimento improvviso e negativo, a cui Noel Gazzano ha strizzato l’occhio scandagliando e sdrammatizzando ogni dinamica con il fumettoCrisinera”.

Affidandosi al linguaggio umoristico, semplice e immediato del comic, l’artista e antropologa culturale imperiese con radici statunitensi ha dato vita a vignette che riproducono situazioni irriverenti e inverosimili senza però allontanarsi mai dai confini della realtà odierna. Al centro lei, “Crisinera”: «una presenza che dimora nella vita degli italiani da decenni – spiega Noel –. “Crisinera” è un’entità concreta, una realtà esistente che da tempo reclamava a gran voce un corpo. Una realtà molto spesso faticosa, terribile nei confronti della quale la mia reazione, in qualità di essere umano, donna e artista, è stata immediatamente quella di cercare di entrare in rapporto con lei, facendole assumere un taglio ironico».

Schizzo digitale a china, “Crisinera” ha le sembianze di un batuffolino. «Per certi versi – sottolinea la sua creatrice – è un personaggio molto carino anche se può assumere forme terribili. Non si tratta di un oggetto, ma di un essere vivo che ha una sua dinamica. “Crisinera” dà la possibilità di parlare agli esseri umani, a tutti gli italiani, di immedesimarsi in loro e allo stesso tempo di offrirgli una luce. E oggi ce ne è un bisogno più che mai urgente. Sono più di 20 anni che è un disastro. E non solo da un punto di vista politico o sociale o economico. C’è una forte crisi individuale che colpisce le persone sotto ogni ambito della vita».

Non a caso, oggetto dell’elegante satira di Noel Gazzano sono gli stati d’ansia che sempre più assediano gli italiani e ai quali offre le sue vignette scanzonate ma anche (se le condividi sui social network) birra e xanax. «Le tavole di “Crisinera” e le storie che racconta sono infinite – evidenzia l’artista –. Per il momento si è affacciata nel mondo con una piccola pagina Facebook e un profilo Instagram, ma il progetto è molto ampio. Immagino una pubblicazione, delle mostre e anche un settimanale cartaceo che voglia darle spazio». Quanto alle tematiche, prosegue: «presto affronterò la crisi erotica e quella alimentare. Perché qualunque aspetto della vita può andare in crisi e subire una trasformazione. Trattandosi di un fumetto e non di un manuale di psicologia, la dinamica sarà sempre riprodotta con leggerezza senza abbandonare la profondità della situazione, che è prerogativa di questo genere artistico».

«Tutto quello che finisce nelle vignette di “Crisinera” – aggiunge Noel – è espressione di un sentire collettivo. “Crisinera” appartiene a tutti e non a caso ho invitato il mio pubblico e quello potenziale a inviarmi le sue storielle, anche quelle imbarazzanti e terribili! Ma non solo. Basti pensare che in appena 36 ore dall’apertura della fan page su Facebook è iniziato un tam tam, una virilizzazione incredibile. Credo che questa risposta derivi dal forte bisogno di una forma artistica che racconti in profondità le persone. Tanta arte oggi in Italia è fredda, anaffettiva, narcisistica. Tanti si allontano dal mondo dell’arte perché dice poco, anzi, non dice nulla. Io personalmente vado alla ricerca del rapporto con l’altro ed è proprio per tale ragione che ho scelto il linguaggio semplice ma allo stesso tempo profondo del fumetto: il fumetto permette di vedere, comprendere, approfondire la realtà con leggerezza. È un ottimo strumento per scavare dentro di noi mantenendo il sorriso e aprendoci alla speranza».

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