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Imperia, non soffriva di tendinite ma di attacchi di panico: torna in aula il caso della vigilessa accusata di partecipare a gare di atletica durante la malattia

Nel 2015 era stata fotografata in una gara: ufficialmente era in malattia per problemi ad un ginocchio

Imperia. Non era stata colpita da una patologia ai tendini, come aveva dichiarato, ma soffriva di attacchi di panico la vigilessa Adriana Fausto, accusata di truffa danni dello Stato per aver partecipato ad alcune gare di atletica leggera durante i periodi di malattia nel giugno del 2015. La difesa dell’avvocato Roberto Trevia punterà a raccogliere le testimonianza di chi, come il marito della donna e il medico curante, erano a conoscenza del reale malessere della donna che, stando a quanto dichiarato, per evitare di vedersi togliere la pistola d’ordinanza o essere limitata nelle sue funzioni, non aveva manifestato ai propri superiori i problemi psicologici che l’affliggevano.

Oggi, il caso dell’agente di polizia municipale imperiese è comparso davanti al giudice Massimiliano Botti che ha preso in mano il caso finora seguito dal collega Domenico Varalli. Come richiesto dal pm Alessandro Bogliolo e dall’avvocato Trevia, il giudice ha acconsentito ad acquisire le deposizioni già agli atti del processo iniziato il 10 ottobre 2016. Il caso tornerà in aula il prossimo 23 novembre, giorno in cui verrà ascoltato il professor Spinetti, medico psichiatra che aveva in cura Adriana Fausto.
Tra i testimoni che sfileranno davanti al giudice, verrà ascoltato anche il sindaco di Imperia Carlo Capacci che, così come il suo predecessore Luigi Sappa, aveva conferito onorificenze all’agente per il suo egregio lavoro.

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