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Imperia, intensa attività dell’ufficio immigrazione della Questura: espulsioni e rimpatri

Un albanese già espulso dall'Italia ha anche tentato di corrompere gli agenti

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Imperia. Nel corso dell’ultima settimana l’attività dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Imperia ha portato al rimpatrio del 31enne albanese B.L. L’uomo, con precedenti per porto d’armi abusivo, era già espulso dall’Italia nel 2010 a seguito di sentenza di condanna. Al rimpatrio era seguito il divieto di reingresso nel nostro Paese per 10 anni.
Questi, nel tentativo di aggirare i divieti imposti dalla sentenza di condanna del giudice, una volta in Albania, era riuscito a modificare il suo cognome: il suo intento era quello di non essere riconosciuto dalle autorità di frontiera all’atto di fare illegalmente reingresso in Italia. Tuttavia, all’atto di entrare in territorio nazionale, è stato scoperto scoperto dalla squadra mobile di Bari e tratto in arresto.
In quell’occasione, per evitare la misura, aveva tentato di corrompere i poliziotti versando loro due banconote da 50 euro, aggravando così ulteriormente la sua posizione. A seguito di detti accadimenti, è stato condannato alla reclusione e, al termine dell’espiazione della pena, nella giornata di ieri è stato rimpatriato definitivamente a Tirana, accompagnato dagli uomini specializzati in scorte internazionali della Questura di Imperia.

L’attività dell’Ufficio Immigrazione è proseguita con l’espulsione di altri otto stranieri irregolarmente presenti nella Provincia di Imperia.
In particolare, sono stati espulsi T.A., algerino poco più che ventenne, con precedenti per ricettazione, furto e porto d’armi; K.B, afghano respinto dalla Polizia di frontiera francese a Ventimiglia, privo di documenti; H.M., marocchino irregolarmente presente in Italia da più di un anno senza permesso di soggiorno, N.A., ghanese con svariati precedenti per falsificazione di documenti e possesso di documenti falsi, D.M, guineano privo di un titolo autorizzativo a soggiornare in Italia; S.I., maliano, anch’egli privo di documenti e illegalmente presente in Italia da 4 anni; N.A., afghano, di passaggio in Italia per andare in Francia, ma privo di alcun documento attestante la propria identità.

Inoltre, da indagini effettuate, è emerso che il cittadino pakistano K.H., giunto come migrante in Italia anni fa a cui la commissione territoriale per i richiedenti asilo ha concesso il permesso di soggiorno in quanto fuggito dal Paese d’origine per evitare gravi minacce alla propria incolumità personale, sarebbe rientrato volontariamente in Pakistan per soggiornare per diversi periodi dal 2016 ad oggi.

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