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Imperia, convention di Claudio Scajola: è frattura in casa Lega tra vertici regionali e provinciali foto

Alle 12 è stata convocata una conferenza stampa urgente per chiarire la posizione del partito sulle prossime amministrative

Imperia. Le prime ripercussioni politiche dopo l’ufficialità della ri-candidatura di Claudio Scajola a sindaco – comunicata con una forza visiva non trascurabile, oltre 700 fedelissimi, tenori, video emozionali, ieri sera all’auditorium della camera di commercio -, si registrano in casa Lega.

Secondo alcune fonti bene informate che seguono da vicino le dinamiche interne del Carroccio, non sono piaciute per niente ai vertici regionali le presenze di alcuni amministratori locali all’evento dell’ex ministro. In particolare quella del segretario provinciale Giulio Ambrosini, già fortemente criticato dai suoi stessi colleghi di partito per essere stato il primo a mandare messaggi di apertura sul ritorno a sindaco di Scajola.

Prese di posizione che questa mattina, alle 12, verranno chiarite ufficialmente nella conferenza stampa urgente che si terrà presso la sede provinciale della Lega. Saranno presenti Flavio Di Muro, neoparlamentare, Alessandro Piana, capogruppo in Regione, lo stesso Giulio Ambrosini, segretario provinciale e Giulio Filieri segretario della sezione cittadina.

Ufficialmente un punto sulle prossime amministrative, ma che avrà senza dubbio un momento di focus sulla situazione imperiese.

La partita va oltre il movimento di Matteo Salvini. Il ritorno di Scajola rappresenta per il “modello Toti” un precedente insidioso, che dimostra come la candidatura comune della coalizione di centrodestra non debba essere per forza scontata, anche quando la Lega registra più consensi di Forza Italia.

Se poi si aggiunge che il candidato in questione è l’ex ministro e co-fondatore con Berlusconi del partito, che solo al governatore ligure ha riservato una frecciatina con quel “A quale titolo parla?”, riferendosi alle parole del governatore Giovanni Toti sull’importanza di ricercare un compromesso tra le forze di centrodestra, allora le cose si complicano ulteriormente.

Ora la palla è finita tra le mani della Lega che deve decidere con chi schierarsi e come.

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