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Emozioni in altalena: ciclotimia, una forma lieve del disturbo bipolare. Sintomi e cura

Il Disturbo ciclotimico è caratterizzato da un’alterazione cronica dell’umore, presente consecutivamente per almeno due anni

Il Disturbo ciclotimico è caratterizzato da un’alterazione cronica dell’umore, presente consecutivamente per almeno due anni.

Per porre diagnosi di Disturbo ciclotimico è necessaria la presenza di diversi episodi ipomaniacali e periodo con sintomi depressivi. L’esordio avviene in genere precocemente nell’adolescenza o nella prima età adulta ed è spesso insidioso.

Il soggetto può sentirsi eccitato, iperattivo come se fosse in cima al mondo, può prefissarsi degli obiettativi ed intraprendere grandi progetti con motivazione e forza e, dopo poco, provare sensazioni di tristezza, depressione, apatia come se vedesse tutto nero, abbandonando i progetti prefissati e gli obiettivi da raggiungere.

La caratteristica di questi pazienti è una notevole labilità del tono dell’umore con rapidi passaggi da un umore euforico a depressione o ad umore disforico, anche in ambito della stessa giornata.

Questi soggetti vengono definiti dai loro familiari come lunatici, incoerenti, imprevedibili ed inaffidabili. Nei periodi di iperattività sono in grado di portare avanti molte attività con entusiasmo, spesso con discreto successo anche se sono indecisi, apatici, impacciati nei periodi di depressione.

Questa continua alternanza emotiva rende tali soggetti poco accettati dagli altri, passando facilmente dalla serietà alla eccessiva confidenza, dall’amabilità, all’irritabilità ed irriverenza. Non è raro che i pazienti giungano all’osservazione dopo aver collezionato una serie di licenziamenti, note di demerito, richiami.

La loro instabilità li porta spesso a cambiare residenza, città, amici e lavoro con facilità. Nel Disturbo ciclotimico frequente è la presenza di abuso di sostanze ed alcol come tentativo di autocura. Tale condizione spesso determina in questi individui una notevole difficoltà nelle relazioni, nell’attività lavorativa e nella vita affettiva, ma nella maggioranza dei casi non è presente una coscienza di malattia, ed in genere giungono all’osservazione dietro richiesta dei familiari. Il passaggio repentino dai sintomi della fase ipomaniacale a quelli della fase depressiva può destabilizzare e disorientare il soggetto e può essere invalidante influenzando diversi aspetti della propria vita.

Durante i primi due anni dall’esordio, l’alternanza dei sintomi è meno estrema. Successivamente, essa può manifestarsi in modo più pronunciato. I principali trattamenti della ciclotimia sono la farmacoterapia e la psicoterapia. La farmacoterapia oggi dispone di un ampio spettro di farmaci, i più utilizzati sono stabilizzanti dell’umore, antipsicotici, antidepressivi, che permettono di controllare i sintomi e prevenire gli episodi di ipomania e depressione.

Anche la psicoterapia può contribuire ad un miglioramento delle condizioni del paziente, può aiutare a capire qual’è il problema e cosa si può fare. Attraverso un percorso psicoterapico si vanno a destrutturare i pensieri e i comportamenti disfunzionali, trasformandoli in pensieri e comportamenti funzionali. Si prende consapevolezza delle cause sottostante il disturbo, a gestire gli episodi caratterizzati da un’alternanza dell’umore e a gestire lo stress e l’ansia che ne derivano. Aiuta ad affrontare la quotidianità imparando ad individuare quei fattori all’interno del contesto della vita che possono rappresentare dei fattori di rischio per lo sviluppo della patologia.

Coinvolgere la famiglia nella terapia può aiutare a comprendere le cause del disturbo, eventuali pattern relazionali disfunzionali e aiuta a sviluppare la consapevolezza di malattia del paziente stesso. E’ importante che il soggetto sia disposto al trattamento, sia attorniato da un ambiente favorevole e non ostile, da persone che si prendono cura di lui ma sopratutto è importante che il paziente non abbandoni il trattamento nel momento in cui si sente bene, stabile, e nel momento in cui i sintomi si sono attenuati poiché i sintomi stessi, una volta innescati, potrebbero tramutarsi in Disturbo bipolare.

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

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