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Cordoglio a Dolceacqua per la morte di Renato Gamalero: il ricordo del sindaco Gazzola

"Il Volontariato, un mondo che potrebbe chiamarsi a Dolceacqua, semplicemente "Renato""

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Dolceacqua. “In tutte le piccole Comunità come le nostre, ci sono persone che segnano il tempo con la loro vita, il loro modo di essere, i loro esempi, la loro bontà. Renato Gamalero era ed è uno di questi”. Inizia così il commovente ricordo di Renato, tracciato sulla propria pagina Facebook dal sindaco Fulvio Gazzola.

Continua Gazzola: “Amico dei miei genitori, ho avuto modo di frequentarlo fin da bambino quando andando a casa sua a giocare con il figlio Paolo, rosicavo un po’, perche grazie al lavoro a Radio Montecarlo del papà, Paolo aveva a casa ogni nuova uscita discografica, 45 giri ancora introvabili ma che lui già poteva ascoltare. Crescendo e frequentando l’Unione Sportiva, grazie al suo esempio, un gruppo di noi in modo naturale e’ passato da atleta a volontario, seguendolo nel suo percorso.
Il Volontariato, un mondo che potrebbe chiamarsi a Dolceacqua, semplicemente “Renato”.
Infatti Renato Gamalero ha aiutato e supportato in ogni ruolo e anche da fuori, tutte le Associazioni di volontariato del Paese: l’Unione Sportiva, le varie Pro Loco che si sono susseguite, la Protezione Civile, il Ricovero, l’Ente Morale, la Banda Cittadina (sperando di non dimenticarne nessuna) e non ultima, la “sua creazione”, il Centro Ricreativo Culturale di cui e’ Presidente, al cui interno la Bibioteca Civica, il suo sogno.
Una vita a disposizione del prossimo, anche con aiuti verso persone bisognose; mai un no, sempre disponibile a trovare una soluzione.
In un mondo in cui frenesia e tecnologia disperde il senso di Comunità, dove sempre meno giovani comprendono l’importanza di donare parte del proprio tempo agli altri, alla Comunità, la mancanza di Renato sarà ancora piu pesante.
Personalmente devo molto a Renato, la sensibilità verso il volontariato ed il supporto e l’aiuto in questi anni di Amministrazione, che non scorderò.
Non ho avuto il coraggio di venirti a trovare in queste ultime settimane di sofferenza, forse per un rifiuto inconscio di vederti soffrire ed accettare questa naturale e straziante conseguenza. Spero mi perdonerai……ma conoscendo il tuo buon cuore, ne sono quasi certo. Ciao Renato”.

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