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Bordighera, la polizia nelle scuole medie parla di cyber bullismo e dei rischi dei social network

Ha cercato di stabilire un contatto di fiducia con i ragazzi e fornire tutti gli strumenti e le conoscenze utili al fine di sensibilizzare le potenziali vittime a denunciare tali episodi

Bordighera. La Polizia di Stato è sempre più fortemente impegnata per la tutela e la protezione dei minori in Rete
La preziosa collaborazione degli specialisti della Polizia Postale e delle Comunicazioni ha implementato in maniera significativa le più generali attività del progetto “educazione alla legalità” già in atto nelle scuole dell’estremo ponente ligure.

I poliziotti sono scesi di nuovo in campo ieri, a Bordighera, nell’istituto scolastico di via Pelloux, con l’obiettivo di stabilire un contatto di fiducia con i ragazzi e fornire tutti gli strumenti e le conoscenze utili al fine di sensibilizzare le potenziali vittime nel chiamare la Polizia di Stato alle prime avvisaglie di pericolo rappresentati da fenomeni come il cyber bullismo, il sexting, l’adescamento on line.

In due diversi incontri, che hanno visto la partecipazione di oltre duecento studenti, è stato illustrato come l’incessante sviluppo tecnologico porti con sé un continuo incremento dei pericoli e di nuovi rischi potenziali per chi viaggia nell’infinito territorio del Web.

I sistemi comunicativi sono sempre più numerosi ed efficaci ma purtroppo dispiegano la loro robotica efficienza anche nel caso in cui siano utilizzati in maniera illegale o per fini illeciti. Basti pensare agli atti di bullismo commessi tramite l’utilizzo dei social network che moltiplicano esponenzialmente i loro effetti negativi amplificando a dismisura il danno prodotto sulle vittime.

Il legislatore è intervenuto in questo delicato settore emanando la legge 71/2017 che, in una chiara ottica preventiva, ha fornito alla Polizia di Stato alcuni strumenti utili per contrastare questo nuovo fenomeno. Tra i più importanti sicuramente si annovera l’istituto dell’ammonimento del Questore, oggi esperibile – al pari di quanto accade per il reato di atti persecutori – anche per episodi di cyberbullismo, andando ad attenzionare quei comportamenti che ancora non costituiscono un fatto – reato e fornendo quindi una risposta chiara, netta e immediata alle vittime di atti di cyberbullismo in una fase ove ancora è possibile intervenire in via preventiva.

Nella circostanza è stato anche ricordato ai ragazzi coinvolti negli incontri il primo ammonimento a livello nazionale, a firma del Questore di Imperia dr. Cesare Capocasa, emesso nei confronti di un cyber bullo di 15 anni resosi responsabile di aver scattato una foto all’insaputa della sua ex fidanzata che li ritraeva in atteggiamenti intimi; terminata la relazione il minore ha inviato la foto all’ex ragazza, anch’ella minorenne, ingenerando nella stessa un grave stato d’ansia dovuto all’eventualità che la foto potesse essere diffusa tra gli amici. Video, fotografie e brochure, distribuite a tutti i presenti, appositamente realizzate dalla Questura di Imperia e ricche di utili consigli, hanno arricchito l’incontro particolarmente apprezzato dagli studenti e dagli insegnanti.

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