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Anche il Ponente scende in piazza per #orgogliopesto, da Riva Ligure lo chef stellato Sari: “Diamo a Cesare quel che è di Cesare” fotogallery

Tanti gli eventi organizzati in sostegno della candidatura del pesto al mortaio come patrimonio Unesco

Imperia. Il Ponente questa mattina si è tinto di verde-basilico. Bambini, adulti, sindaci, assessori e anche uno chef stellato sono scesi in piazza per prendere parte a un’eccezionale “pestata collettiva” in sostegno della candidatura del pesto a bene culturale immateriale dell’umanità.

Anche il Ponente aderisce a #orgogliopesto

Nonostante la pioggia, in 27 Comuni si sono susseguiti eventi dove, aderendo alla campagna regionale “Firma e pesta”, corsa sui social con l’hastag #orgogliopesto, la popolazione si è unita in un solo sapore e in solo colore firmando i moduli per inserire l’antica tecnica al mortaio con cui “l’oro verde” di Liguria è diventato famoso in tutto al mondo nella lista dell’Unesco. La domanda, che punta a conquistare una nomina che premia non solo la ricetta in sé ma anche e soprattutto il suo valore storico e sociale, è stata presentata da Regione Liguria alla fine del 2015 e attualmente è ancora in corso di verifica presso il Comitato interministeriale italiano.

Proprio per sostenerne l’iter di accettazione, a corollario della “Settimana del pesto” che ieri nel capoluogo ha incoronato il genovese Emiliano Pescarolo “Campione del mondo di pesto”, ad Airole, Apricale, Aurigo, Bajardo, Borgomaro, Castel Vittorio, Castellaro, Ceriana, Cesio, Chiusanico, Chiusavecchia, Diano Arentino, Diano Castello, Diano Marina, Dolcedo, Imperia, Isolabona, Molini di Triora, Ospedaletti, Pieve di Teco, Pontedassio, Rezzo, Riva Ligure, San Lorenzo al Mare, Sanremo, Taggia e Vasia sono state organizzate manifestazioni in cui i cittadini hanno potuto sfidarsi in una preparazione collettiva del pesto seguendo la ricetta codificata sul finire dell’Ottocento da Giovanni Battista Ratto nella sua Cucina genovese.

In particolare, grande festa a Riva Ligure con un testimonial d’eccezionale, Paolo Sari. Il primo chef stellato al mondo che usa esclusivamente prodotti biologici certificati ha aderito alla campagna regionale cimentandosi nella preparazione del pesto affiancato dal sindaco Giorgio Giuffra e l’assessore regionale Gianni Berrino. «Diamo a Dio quel che è di Dio, diamo a Cesare quel che è di Cesare – ha esordito il capo brigata della cucina del Monte-Carlo Beach, dopo aver scritto il suo nome sull’apposito modulo pro Unesco -. Il pesto fatto in Liguria con i prodotti della Liguria non ha niente a che fare con le salse che si trovano dappertutto. E’ una questione di cultura, storia, insegnamento e le tradizioni bisogna portarle avanti con una certa misura. Bisogna far sapere che il pesto è fatto con certi ingredienti, è fatto in un certo modo. Noi dobbiamo dare questi messaggi di qualità, tutelando i nostri prodotti dalle imitazioni», ha poi aggiunto il maestro dell’enogastronomia green lanciando un appello volto a tutelare i sapori liguri e concludendo con il desiderio di vedere un domani la Liguria tornare ad essere grande coltivatrice ed esportatrice di prodotti agricoli.

A Taggia, invece, la campagna “Firma e pesta”, che si è svolta in concomitanza della giornata conclusiva dei festeggiamenti tradizionali in onore di San Benedetto Revelli, ha richiamato sotto i portici di via Soleri, diverse personalità della scena politica locale. Insieme al sindaco Mario Conio, hanno firmato i moduli in sostegno della candidatura del pesto a patrimonio dell’umanità: Giorgio Mulè, Flavio Di Muro, Alessandro Piana e Marco Scajola. Nell’occasione, è stata offerta una degustazione del pesto preparato dagli studenti dell’Istituto Alberghiero con un buffet di prodotti tipici locali.

L’invito al “Firma e pesta” in provincia di Imperia ha riscosso ampia adesione anche a Ospedaletti, dove l’iniziativa è stata lanciata all’interno la sagra “Mangiamu i nosci articiocchi”. Il comitato circuito U descu Spiareté ha preparato e distribuito antipasti e primi piatti a base carciofi locali, mentre il funzionario comunale incaricato raccoglieva le firme necessarie a portare il pesto al mortaio nella lista dell’Unesco. Tanti i turisti italiani e stranieri, tra cui una ristoratrice tailandese,che hanno preso parte all’evento.

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