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Al teatro del Casinò di Sanremo il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Bisi: “Siamo molto vicini a questa terra” foto

Un incontro sulla libertà di associazione e pensiero

Sanremo. La libertà di associazione è un tema di grande attualità “perché può essere messa in pericolo. E’ una palestra, quella della libertà, che va frequentata ogni giorno. Il rischio di una deriva liberticida c’è, come purtroppo si è visto nei sequestri decisi dalla commissione parlamentare antimafia nei confronti delle comunioni massoniche. Non va mai dimenticato che il 26 novembre del 1925 venne approvata in parlamento una legge contro la massoneria, ma da lì a poco finirono tutte le libertà dei cittadini: un pericolo che non vorremmo ricorrere”. Lo ha detto il Gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, a margine dell’incontro dal titolo “Quale libertà di associazione?” al Teatro del Casinò di Sanremo. L’appuntamento, che ha visto protagonista il Gran maestro, introdotto da Aldo Mola, era inserito nei “Martedì letterari” promossi dalla casa da gioco della città dei fiori.

Stefano Bisi

A far suonare il campanello d’allarme sulla possibilità di veder limitati i diritti dell’associazionismo è stata, ricorda Bisi, che l’ha raccontata nel suo libro “Massofobia“, “la vicenda del sequestro degli elenchi deciso dalla commissione antimafia”. “Un’ingiustizia”, l’ha definita il Gran maestro, che nel libro-documento racconta la complessa ed articolata vicenda dell’indagine dell’Antimafia sulla Libera Muratoria associata alla mafia. “Ritengo che ci sia una vera e propria massofobia”, ha spiegato, “Perché quello che è successo a noi con la vicenda della commissione antimafia dimostra che c’è un pregiudizio forte a morire. Quando si parla di segretezza verrebbe da sorridere se non ci fosse invece un po’ di preoccupazione. Sono note le nostre sedi, sono noti i nostri dirigenti, sono note le nostre finalità e le nostre attività: dov’è questa segretezza? Forse solo nella testa di chi pensa che il Grande Oriente d’Italia sia una associazione segreta”.

Una negazione della libertà di associazione che Stefano Bisi accomuna alla legge del Ventennio fascista e che, secondo il Gran maestro, potrebbe tornare in auge: “Nella passata legislatura sono state presentate due proposte di legge che, se approvate, avrebbero impedito ad esempio al premio Nobel Enrico Fermi di far parte del Grande Oriente d’Italia perché era un professore universitario e queste due proposte di legge prevedono l’’incompatibilità tra l’appartenenza ad una loggia massonica e l’incarico di docente universitario”, ha detto Bisi, “Le due proposte di legge ricalcano la legge del 26 novembre del 1925, quella che era firmata da Benito Mussolini e Alfredo Rocco”.

Che cosa significa, oggi, essere un appartenente al Grande Oriente d’Italia? “Vuol dire credere nella libertà di pensiero, credere nell’armonia tra il tempio interiore e quello che accade nel mondo”, risponde Stefano Bisi, “Vuol dire tenere accesa una fiamma di libertà che rimane, è rimasta sempre accesa e lo rimarrà sempre per illuminare l’ambiente circostante: questo dimostra che c’è molto buio attorno, quindi va tenuta viva questa fiamma”.

Non nega, il Gran maestro, che tra la “Città dei Fiori” e la massoneria ci sia una vicinanza, un legame a doppio filo che unisce Sanremo alla Libera Muratoria: “Lo stesso Festival di Sanremo è stato inventato da un fratello e questa è la città dove il lungomare è dedicato a Mario Calvino, che era un nostro fratello”, ricorda Bisi, “A lui si deve una definizione molto semplice ma azzeccata di massoneria: “un’associazione che tutela il libero pensiero, diceva Mario Calvino, e cerca di fare il bene dell’umanità. Noi siamo molto legati a questa terra dove sono presenti logge massoniche del Grande Oriente d’Italia che operano all’interno dei propri templi, ma  anche per il bene dell’umanità con iniziative filantropiche molto significative”.

Sulla possibilità che ci siano massino al Governo, Stefano Bisi ha dichiarato: “Mi è stato domandato della vicenda di candidati di un movimento politico al parlamento. Uno di questi è stato eletto (Catello Vitiello, n.d.a.): ho ricordato che aveva partecipato alle attività di una loggia massonica a Napoli, una loggia del Grande Oriente d’Italia, e che prima di candidarsi aveva scelto quello che noi chiamiamo “assonnamento”. Auguro a questo candidato che poi è stato eletto di fare del bene nel nuovo parlamento italiano. Spero che quello che ha imparato nelle logge massoniche, come lui stesso ha ammesso, gli serva per essere un ottimo parlamentare”.

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