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151° anni fa nacque a Sanremo Orazio Parea, lo storico Andrea Gandolfo ricorda l’imprenditore

"Si interessò a vari problemi cittadini progettando e proponendo diverse opere"

Sanremo. In occasione del 151° anniversario della nascita dell’imprenditore e capitano di lungo corso sanremese Orazio Parea, che ricorre oggi, lo storico Andrea Gandolfo propone un breve profilo biografico di tale illustre concittadino, che, nel corso della sua lunga carriera, ricoprì numerose e prestigiose cariche, tra cui quella di presidente della Federazione Operaia Sanremese, presidente del Consiglio di Amministrazione della Società Tranvie Elettriche Sanremo e Litorale e presidente dell’Ente Autonomo per l’Amministrazione della stazione di cura, soggiorno e turismo di Sanremo. Per i suoi meriti nel campo della promozione del turismo sarebbe stato anche insignito della Croce di Cavaliere della Corona d’Italia e del titolo di conte di Roccasterone dal re Vittorio Emanuele III. Il breve profilo di Orazio Parea, conte di Roccasterone:

“Orazio Parea nacque a Sanremo il 3 marzo 1867 da Luigi e Giovanna Roverizio. Dedicatosi ad attività imprenditoriali e finanziarie, si interessò a vari problemi cittadini progettando e proponendo diverse opere. Nel 1899 avanzò il progetto di costruire una galleria per derivare il torrente San Francesco immettendolo nel torrente San Romolo. La galleria avrebbe dovuto avere l’entrata presso l’officina dei fratelli Gazzano (sotto le Canai) e lo sbocco al salto del lavatoio comunale nel torrente San Romolo percorrendo in profondità la collina della città vecchia.

Scopi principali dell’opera erano in primo luogo preservare il porto dall’interramento, in secondo luogo bonificare e rendere fabbricabili circa 40.000 metri quadrati di terreno che, sebbene situati nel centro della città, erano deprezzatissimi e venduti a bassissimo prezzo e in terzo luogo liberare il quartiere Marina e la limitrofa Arenella dai miasmi pestilenziali ed ammorbanti cui andavano soggetti nei mesi estivi. Nel 1903 propose invece di realizzare una funicolare tra il giardino pubblico Maria Vittoria e la piazza San Bernardo, destinata a superare in circa un centinaio di metri, tramite una galleria, un dislivello di 33,60 metri.

Nel 1906 partì per l’Argentina, dove, nelle vicinanze di Rufino, acquistò una vastissima tenuta, detta «La Yudita», presso la quale si accasò. Negli anni successivi la sua attività lavorativa gli consentì di ottenere una consistente ricchezza. Nel 1913 si spostò a La Plata, dove divenne socio e procuratore di un’importante impresa che proprio in quel periodo vinse l’appalto per la costruzione del selciato urbano della città per diversi milioni di lire. Nello stesso anno venne insignito della Croce di Cavaliere della Corona d’Italia.

Nel 1915 fu tra i primi organizzatori del Comitato italiano di guerra di Buenos Aires, un’istituzione appositamente creata per mantenere le famiglie dei richiamati, di cui divenne anche segretario. Il 24 novembre 1916 decise di rientrare in patria a bordo del «Tomaso di Savoia». Nell’aprile 1918 fu nominato commendatore. Nello stesso anno venne eletto presidente del Comitato per la Mobilitazione civile, presidente onorario dell’appena costituito Sottocomitato d’azione fra Mutilati e Invalidi di guerra e infine presidente della Lega d’azione antitedesca.

Nel 1919 venne eletto presidente della Federazione Operaia Sanremese, riuscendo a far entrare nelle casse del sodalizio ben 11.000 lire, dopo che erano state spese oltre 7.000 lire per distribuire sussidi alle famiglie più bisognose degli affiliati alla stessa associazione. Il 18 febbraio 1920 rassegnò le dimissioni dalla carica di presidente della Federazione Operaia per altri impegni. Nel 1923 assunse le funzioni di presidente relatore della Commissione nominata dal commissario Carlo Bensa con il compito di suggerire eventuali provvedimenti per risanare l’Azienda Municipale Acquedotto ed Impianto Elettrico, in rapporto anche alla convenienza, o meno, della cessione dell’Azienda a privati.

Nel 1924 fu nominato presidente del Consiglio di Amministrazione della Società Tranvie Elettriche Sanremo e Litorale e presidente del Circolo Matuzia del Casinò Municipale. Nello stesso anno, insieme a Paolo Grossi, assunse anche la proprietà e la gestione dello Stabilimento Bagni di Corso Trento e Trieste. L’edificio venne allora ammodernato e accresciuto di un terrazzo sul mare. I nuovi locali furono affrescati da Antonio Rubino che per la decorazione si ispirò alla leggenda della fata Morgana. Lo stabilimento venne ufficialmente inaugurato il 17 luglio 1924 e fu chiamato “Morgana”, una spiaggia che sarebbe presto diventata molto popolare grazie anche a un manifesto disegnato dallo stesso Rubino.

Nell’aprile del 1925 Vittorio Emanuele III trasmise alla sua famiglia il titolo di conti di Roccasterone, che andò al più anziano dei fratelli Parea, il cui padre, Luigi, aveva sposato la figlia primogenita del conte Stefano Roverizio, Jenny. Successivamente il titolo nobiliare passò a lui, che nel novembre 1931 venne nominato presidente dell’Ente Autonomo per l’Amministrazione della stazione di cura, soggiorno e turismo di Sanremo, rimanendo in carica fino al 31 dicembre 1932. Durante il suo mandato, con decreto ministeriale emanato il 22 novembre 1932, vennero unificate le amministrazioni delle stazioni di cura di Sanremo, Ospedaletti e Bordighera.

Nel 1939 propose di trasformare via Privata (l’attuale via Escoffier) in una galleria monumentale lunga 76 metri, che sarebbe stata coperta da una vetrata di cristalli per 66 metri, di cui dieci metri riservati ai due portali di accesso: cinque all’imbocco di via Vittorio Emanuele (l’odierna via Matteotti) e cinque al suo sbocco in via Palazzo. Nello stesso anno avanzò anche la proposta di realizzare la ferrovia a monte dell’abitato in una zona compresa tra Passo Poggio e Pietra Lunga. Dalla sua origine il tracciato avrebbe dovuto volgere a monte per poi ridiscendere, sorpassato il torrente San Romolo, verso mare, sboccando, dopo l’ultima galleria, dietro l’Hotel Astoria West-End; qui un rettifilo di 500 metri avrebbe formato il piazzale della stazione principale, mentre un’altra stazione, adibita soltanto al servizio viaggiatori e bagagli, era prevista allo sbocco della seconda galleria nel quartiere di San Martino. Dopo aver intrapreso lavori in varie parti d’Italia, morì a Sanremo il 19 novembre 1944″ – ricorda lo storico Andrea Gandolfo.

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