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Viaggi e auto pagate con carte clonate, via al processo a Imperia

Il processo inizierà in piena estate

Imperia. La Guardia di finanza di Imperia aveva denunciato 21 persone per riciclaggio, indebito utilizzo dei mezzi di pagamento elettronici, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, abusivismo finanziario e truffa. Il gruppo avrebbe fatto transazioni per centinaia di migliaia di euro con carte clonate. Oggi per sedici di loro è arrivata la resa dei conti e il rinvio a giudizio con un processo che inizierà a luglio.

Tra le transazioni illecite risultano biglietti aerei, pagamenti di assicurazioni, noleggio di auto di grande cilindrata. Con la complicità di altri indagati, titolari anche di esercizi commerciali, gli stessi effettuavano pagamenti a favore di questi ultimi per acquisti simulati, dietro la corresponsione di una percentuale.

Le indagini erano iniziate sette anni fa grazie ad un lavoro investigativo che faceva capo all’ex colonnello Sandro Santioni. Si era partiti da un’altra indagine per bancarotta fraudolenta che aveva portato all’arresto di un noto imprenditore locale.

La storia delle carte clonate ruotava intorno a Ottavio Nonnis e a Corrado Fabbri. Era lui, secondo quanto scoperto nelle indagini, a clonare le carte di credito e bancomat. Hacker abilissimo e capace di infiltrarsi nei sistemi interbancari che consentiva poi di pagare biglietti aerei per gli Usa, ricariche telefoniche, viaggi a New York e noleggiare Maserati e Mercedes.

Scoperto anche che il sodalizio avrebbe favorito l’arrivo in Italia di una quindicina di immigrati africani: un complice del gruppo, titolare di un’azienda agricola a Ventimiglia, fingeva di assumerli permettendo loro di avere il permesso di soggiorno, dopo un giorno di lavoro venivano licenziati ma dovevano lasciare da 500 a 3000 euro.

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