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Ventimiglia, cemento nel Roja: forse anche solvente tossico nelle acque del fiume. Si allargano le indagini dei carabinieri forestali fotogallery

Cinque i reati contestati. Campionature effettuate dall'Arpal

Ventimiglia. Sono cinque i reati contestati, tra cui “inquinamento ambientale”, “distruzione e deturpamento di bellezze naturali” e “scarico refluo industriale in alveo senza autorizzazione”, e tre le persone indagate per aver inquinato, con malta cementizia proveniente dal lavaggio delle betoniere, parte dell’argine sinistro del fiume Roja.
E le indagini sono tutt’altro che concluse: nella giornata di lunedì 5 febbraio, infatti, i tecnici dell’Arpal hanno prelevato due campioni di acqua dai pozzetti presenti nell’alveo del fiume, circa trecento metri più a valle rispetto al punto in cui, nei giorni scorsi, i carabinieri forestali hanno scoperto la discarica abusiva di materiale cementizio.

versamento malta cementizia roja

Un tubo, lungo 150 metri, collegava lo stabilimento di calcestruzzi sito sulla strada statale 20 al Roja, attraversando terreni coltivati, in modo che i reflui provenienti dal trattamento dei fanghi di lavaggio delle betoniere andassero direttamente nel fiume, invece di essere avviati a recupero per il reinserimento nel ciclo di produzione. Un comportamento illecito che andava avanti, almeno secondo quanto asserito da alcuni testimoni, dall’estate scorsa.

A preoccupare maggiormente gli inquirenti, che si sono imbattuti in oltre 300 metri quadrati di colata di cemento in mezzo all’alveo del fiume, è la possibilità che insieme alla malta ci siano anche residui di solvente utilizzato per la pulizia delle betoniere: una sostanza molto inquinante, che potrebbe essere finita anche nei pozzi dell’Amaie e dunque dell’acquedotto pubblico. Gli esami dell’Arpal serviranno proprio per cercare un’eventuale e pericolosa contaminazione dell’acqua destinata alle abitazioni.

versamento malta cementizia roja

Nel frattempo è invece già stato accertato che lo sversamento del materiale cementizio ha contribuito al deterioramento e alla distruzione dell’habitat delle specie, in particolare dei siti di riproduzione, di riposo e dell’attività trofica della fauna presente nell’alveo del Roja.

Il fatto che la discarica sia stata creata in un Sito di Interesse Comunitario (S.i.c.) aggrava la posizione degli indagati.

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