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Ventimiglia, Antonella Costanza sulla scuola della città alta: “è un diritto della scuola, degli studenti e delle famiglie”

Non sono propriamente d’accordo con la sua decisione di chiudere la scuola e di spostarsi nei plessi di via Veneto e di Roverino

Ventimiglia. Ci scrive Antonella Costanza, dirigente dell’istituto Fermi-Polo in merito alla situazione della scuola della città alta:  “Le dichiarazioni del Sindaco mi costringono a ulteriori defatiganti precisazioni indispensabili. In primo luogo cortesemente la invito a desistere dal dare – nei comunicati stampa – ulteriori giudizi “gratuiti“ nei miei confronti (negli ultimi tempi ne ha fatto spreco) e, nella fattispecie, in merito a un presunto “travalicamento” del mio ruolo di dirigente o cercare di coinvolgermi, oggi e nel futuro, in scelte che competono solo e soltanto questo Comune. Ribadisco: trovare un edificio alternativo spettava al Comune e non alla scuola e non, anche, coinvolgendo spazi di risulta della scuola devastando così l’attività didattica.

E in ogni caso, ribadisco, io ho comunque prestato un atteggiamento collaborativo con l’amministrazione in nome di una cortesia istituzionale per una decisione che non condividevo e non condivido. I dirigenti scolastici di responsabilità ne hanno già a sufficienza senza doversi sobbarcare anche quelle di altre istituzioni. La relazione dello studio Badoino, di là dei contenuti tecnici sui quali non ho competenze per addentrarmi, ma sono in grado di leggere, individua un alto rischio, nell’atrio, nella palestra e in alcuni corridoi, aree nelle quali è certamente possibile individuare degli interventi di messa in sicurezza urgente.

Per la maggior parte dei solai la relazione individua un rischio non significativo e invita solamente l’amministrazione a monitorare la situazione. Dove sia tutta questa pericolosità da abbandonare il plesso ce la dovrebbe cortesemente evidenziare, è un diritto della scuola, un diritto degli studenti ed è un diritto delle famiglie.

I suoi giudizi, peraltro, non fanno altro che confermare la sua confusione sui ruoli e il disconoscere, o fingere di farlo in cerca di sponda, che le insegnanti possano collaborare con il Comune e prendere autonomamente decisioni circa la disponibilità di spazi senza ascoltare la propria dirigente. Faccia un giro di richieste di opinioni e vedrà che le insegnanti – dietro le quali lei crede di farsi scudo – non sono propriamente d’accordo con la sua decisione di chiudere la scuola e di spostarsi nei plessi di via Veneto e di Roverino.

Perché non ha destinato degli spazi dell’ex tribunale ad aule scolastiche o uno degli altri spazi che le sono stati da me proposti a Ventimiglia alta o Roverino? Perché ha riversato unicamente sulla scuola il disagio della ricerca di spazi alternativi quando questo è un suo obbligo di adempimento? Non c’è nessun atto ufficiale dal quale si rilevi che la scuola sia inagibile, ci sia un pericolo imminente o che, quantomeno, non si possa intervenire mediante opere urgenti di messa in sicurezza e intervenendo per porzioni di edificio riducendo al minimo il disagio. Per rinforzare alcune porzioni di solai non è necessario demolire e ricostruire, non è necessario fare una nuova scuola.

Questo pomeriggio il consiglio di istituto dell’I.C. Cavour pertanto ha espresso parere sfavorevole ad uno spostamento immediato degli alunni del plesso di Ventimiglia alta come da Lei comunicato ieri a mezzo stampa per il 19/2, sia per i problemi relativi agli spazi delle mense scolastiche di Via Veneto e di Roverino, sia per dare tempo allo spostamento di tutti i sussidi didattici acquistati negli anni sia per il disagio che avrebbero gli alunni a un cambiamento in corso d’anno e soprattutto per mettere in sicurezza le parti segnalate dalla relazione.

La proposta del consiglio di istituto Cavour è di far concludere agli alunni l’anno scolastico nella propria scuola. Al momento non c’è alcuna ordinanza sindacale che disponga lo sgombero della scuola per pericolosità manifesta, ricordando che nessuno si potrà spostare per comunicati stampa. Sarebbe però, opportuno sapere, se i seggi previsti per le elezioni del 4 marzo nell’ormai ex plesso scolastico di Ventimiglia Alta saranno anch’essi trasferiti presso le altre scuole di Ventimiglia o altrove.

Del resto se la situazione è pericolosa per gli studenti, lo è anche per chi va a votare e per le forze dell’ordine di presidio ai seggi. E non sarebbe uno spettacolo edificante vedere che, il 4 marzo, a Ventimiglia gli elettori andranno a votare in una scuola sgomberata per la presenza di solai in dissesto strutturale.

Non credo che la prefettura sia e sarebbe d’accordo”.

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