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Tour de force per Luigi De Vincenzi in visita nelle aziende della provincia di Imperia foto

Intervista al candidato del PD al Senato Liguria 1 Sanremo - Savona

Bordighera. Mancano esattamente due settimane alla vigilia delle elezioni politiche del 4 marzo e i candidati di ogni schieramento sono alle prese con il tour de force finale di una campagna elettorale iniziata il giorno dopo il referendum costituzionale, ma ufficialmente partita circa 20 giorni fa con il deposito delle liste.

Abbiamo intervistato Luigi De Vincenzi, candidato uninominale al Senato Liguria 1 Sanremo-Savona (se la vede con Ripamonti della Lega e Conio del M5S), oggi in provincia di Imperia per visitare alcune aziende del territorio.

Una battuta su questa campagna elettorale. Cosa ne pensa?

“Vedo una campagna elettorale basata molto sulle sensazioni più che non sui dati reali. Se ci mettessimo ad un tavolo e discutessimo di cosa ha fatto il governo in questi cinque anni, probabilmente faremmo un lungo elenco di provvedimenti che sono stati presi e non parleremmo soltanto per slogan, di “gente da buttare a mare”, di proposte che colpiscono alla pancia della gente senza dir loro quale può essere la soluzione ai problemi”.

 

In questi giorni lei è in visita in questa provincia segnata da una crisi occupazionale, cosa ci vorrebbe per risollevare le cose?

“A questo territorio serve quello che serve anche a buona parte della Regione, quindi infrastrutture che consentano di renderlo fruibile per il turismo ma che soprattutto possano dare una soluzione a quelle realtà industriali che ancora ci sono ma che vengono tagliate fuori dal resto del mondo da una linea ferroviaria ancora a binario unico e da una portualità che ha bisogno di essere implementata.

Proprio perché quest’ultimo è un settore in espansione, esso necessita di infrastrutture che colleghino maggiormente verso il nord Italia da una parte e la Francia dall’altra.

 

Quali sono i meriti che riconosce al suo governo?

“In questi cinque anni sono arrivate risorse per gli interventi nelle scuole, sul dissesto idrogeologico, come la Liguria non vedeva da tanto tempo. Segnale molto importante che il governo ha voluto dare alle realtà e ai problemi di questa provincia.”

 

Lei è stato sindaco di Pietra Ligure dieci anni, una cittadina ricordata anche per l’importanza del suo ospedale il Santa Corona, cosa ne pensa della sanità gestita dal centrodestra?

 

“Credo che le scelte sulla sanità siano state solo enunciazioni che lasciano inalterati tutti i problemi. Invece di avere una strategia e dare un percorso alla sanità della Liguria, si è preferito procedere per slogan, dire che si risolve tutto dando la gestione in mano ai privati, senza spiegare, per altro, cosa faranno gli ospedali pubblici e quali servizi devono garantire i privati.

 

Si dice che si riapriranno dei pronto soccorsi sempre senza dimostrare come finanziarli. E’ un piano sanitario, quello della giunta Toti, tutto di enunciazioni. Fino ad adesso i loro provvedimenti hanno portato solo ad aumenti di spesa: si veda la creazione di A.Li.Sa, la sesta Asl ligure, che ha avuto un costo enorme.

 

La scelta di dare ai privati anche la consegna a domicilio dei farmaci salva vita, un esempio virtuoso proprio della provincia di Imperia, ha triplicato i costi. E pensare che la Corte dei conti ha detto che le Asl si sarebbero dovute uniformare all’esperienza di quella imperiese.

 

La verità è che si sta realizzando tutto quello che avevamo previsto si sarebbe verificato grazie a queste scelte scellerate: l’aumento delle fughe (i pazienti che si curano fuori regione), anch’essa con ricadute enormi sui costi. Liste di attesa infinite e risparmi basati solo ed unicamente sulla riduzione dei servizi.

 

Noi vogliamo una sanità accessibile per tutti e di qualità che non spinga il cittadino a rivolgersi all’esterno”.

 

Se dovesse essere eletto che cosa porterebbe come primo atto in Parlamento?

“Io sono contrario a dare queste definizioni secche. Credo che porterei la mia esperienza di dieci anni da sindaco, di questi due anni e mezzo da consigliere regionale e la mia concretezza che è stata non solo il mio slogan, ma la linea guida del mio impegno nella pubblica amministrazione”.

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