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Taggia, il consiglio comunale approva aliquote tasi e tari, piano delle alienazioni e bilancio preventivo foto

Entrate e uscite pareggiano a 35 milioni. Critiche sul piano delle opere pubbliche. Priorità del sindaco il restyling del viale delle palme

Taggia. Consiglio comunale fiume e ricco di importanti pratiche: tasse, piano delle alienazione dei beni pubblici, il carico del bilancio preventivo – riporta e come l’amministrazione intende spendere – e il piano triennale delle opere pubbliche.

Il sindaco Mario Conio ha fatto le corse per portare in approvazione oggi il bilancio e tutti gli altri atti ad esso collegati. Per sommi capi le entrate e le uscite pareggiano a 35 milioni e 905 mila euro. La IUC (imposta unica municipale) che oltre alle precedenti comprende l’Imu, cuba in entrata quasi 5 milioni. Immutata anche l’addizionale Irpef al 0,60%.

Tasi e Tari, le tasse sui servizi indivisibili e la spazzatura rimangono invariate rispetto all’anno scorso. In pillole 2 x mille per le abitazioni principali e locazioni, confermate le esenzioni: tra le altre per i fabbricati agricoli e le case con unico occupante.

La Tari – va a coprire le spese della gestione dei rifiuti e deve essere per legge coperta dai cittadini – ha costi da coprire che ammontano a 3milioni 141mila. La raccolta differenziata a gennaio 2018 sale di qualche punto e si assesta al 72,44%.

La pressione fiscale pro capite è di 1040 euro annui. Le tariffe sui servizi pubblici non subiscono aumenti: asilo nido comunale, mensa scolastica e locali pubblici concessi in affitto.

Sul lato del piano delle alienazioni fa il suo ingresso come new entry la scuola materna di Arma di Taggia (l’unica pubblica del paese a mare). Il consiglio autorizza la vendita del fabbricato dal momento in cui non sarà più a destinazione pubblica e quando la nuova scuola, sulla quale l’amministrazione punta molto del suo progetto futuro su Arma, sarà pronta nel nuovo viale delle palme.

Si arriva poi al piatto forte del bilancio di previsione, ma soprattuto dell’allegato dato dal piano triennale delle opere pubbliche, sul quale si concentrano la maggior parte delle critiche provenienti dal banco della minoranza. Ad onor del vero da Orengo e Manni (Il passo giusto) visto che l’altro presente, il vice-presidente e consigliere di minoranza Andrea Nigro, si è attenuto ad un generoso silenzio assenso.

Il piano degli investimenti infatti è di circa 875 mila euro, circa un terzo in meno di quello che aveva avuto modo di firmare Orengo quando era assessore al posto di Lucio Cava, la cui strategia è “meno opere ma seguite meglio, senza che si rischi di perderne alcune per strada”.

Nell’elenco degli stanziamenti ci sono: 300 mila euro per la riqualificazione del viale delle palme; altri 300 per la riqualificazione degli spazi pubblici; 100 mila da investire negli edifici scolastici; manutenzioni straordinarie 175 mila, soprattutto per gli asfalti in centro ad Arma e Taggia.

Nel 2019, per la conclusione della porta d’ingresso del centro storico ci sono 400 mila euro. Si sta parlando dell’ex mercato che dovrebbe diventare la “porta” della Valle Argentina.

Ancora: 300mila per la conversione dell’ex centro Bianchi a fini sociali; secondo lotto passeggiate a mare 800 mila euro, anche se il primo cittadino ci vuole pensare molto bene: il primo tratto si sta sfaldando.

Alcune di queste opere sono coperte dall’accensione di mutui, altra nota che l’opposizione sente stonata. Poco più di un milione di credito da reperire sul mercato che sarebbe potuto essere coperto dal mutuo del protocollo di Kyoto, a cui l’amministrazione ha rinunciato per non sforare il patto di stabilità.

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