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Sanremo, si è conclusa la seconda giornata del Festival della Legalità e delle idee

Hanno partecipato anche il vicesindaco di Sanremo Costanza Pireri e l’assessore Eugenio Nocita

Sanremo. Ancora un altro successo per il festival della Legalità e delle Idee, inserito nel 2018 European Year of Cultural Heritage.In due giorni hanno partecipato 1.000 spettatori tra studenti, insegnanti, giornalisti esponenti della società civile. Ha portato il saluto il Edoardo Bracco, presidente del Tribunale di Imperia. Hanno partecipato il vicesindaco di Sanremo Costanza Pireri e l’assessore Eugenio Nocita. Applauditissimi Felica Impastato, il maresciallo dei carabinieri in congedo, Antonio Brunetti, Medaglia d’onore del Presidente della Repubblica, il Comandante Alfa. Il gruppo “La Stanza di Greta” che hanno coinvolto completamente i ragazzi presenti. Il cartoonist Tiziano Riverso ha sancito con le sue vignette i momenti saglienti del dibattito. Tra gli istituti scolastici presenti il Liceo Cassini, il Liceo Aicardi, il Ruffini, la scuola Nobel, le scuole di Coldirodi le scuole del circolo Sanremo Ponente.

Tre giorni, 26, 27 e 28 febbraio, per parlare di legalità attraverso l’impegno, la testimonianza diretta e scritta dei protagonisti il tutto inframmistato da tanta “buona musica”. La rassegna curata in collaborazione con i Magistrati Grazia Pradella e Roberto Cavallone vede, domani 28 febbraio, la presenza di  Nicola Gratteri, Procuratore di Catanzaro e della Dott.sa Grazia Pradella, Procuratore aggiunto di Imperia.

Don Armando Zappolini ha presentato il libro “Un prete secondo Francesco.Contemplativo, sognatore e costruttore di ponti (San Paolo Editore). Il Nicola Gratteri, Procuratore di Catanzaro, tratterà del suo ultimo volume:” “Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale” (Mondadori). Sono intervenuti musicalmente il cantautore Christian Gullone, Mladen ed Edoardo Chiesa. Conducono Claudio Porchia, Presidente del Centro Impastato di Sanremo e Marzia tarufffi, responsabile dell’Ufficio Stampa e Cultura del Casinò di Sanremo. Gli incontri sono stati inseriti nel piano di Formazione dei Docenti e dei Giornalisti.

“Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale” (Mondadori” di Nicola Gratteri e Antonio Nicastro.
Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale: Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale 10 luglio 1973: viene rapito a Roma John Paul Getty III, sedici anni, nipote del petroliere Jean Paul Getty, uno degli uomini più ricchi al mondo Il nonno pensa a uno scherzo per spillargli dei soldi Dopo tre mesi di inutili trattative, i sequestratori inviano al «Messaggero» una busta con un pezzo dell’orecchio del ragazzo Il 15 dicembre John Paul viene liberato: sono stati pagati circa 2 miliardi di lire.

La notizia rimbalza sui giornali di tutto il mondo ed è così che l’organizzazione mafiosa dal nome impronunciabile, ‘ndrangheta, che sta facendo dei rapimenti un affare miliardario, comincia a essere conosciuta anche all’estero Con i soldi sporchi dei sequestri vengono costruiti in Meridione interi quartieri, ma si comprano anche camion, autocarri, pale meccaniche, si creano imprese edili che partecipano alle gare per gli appalti pubblici E soprattutto, una grossa parte di quel denaro viene investita prima nel contrabbando delle sigarette, poi nell’acquisto della droga, il vero, grande business delle mafie L’enorme quantità di contante disponibile grazie agli «affari» richiede di essere lavata e riciclata Come? In molti modi, e per favorirne la riconversione, gli uomini della ‘ndranghetacominciano a spostarsi al Centro e al Nord d’Italia, ma anche all’estero, in Nord Europa, in Sudamerica, in Australia, Nicola Gratteri, magistrato, dal 2016 è Procuratore della Repubblica di Catanzaro.

In prima linea contro la ‘ndrangheta, ha coordinato importanti indagini sul crimine organizzato, tra cui quella sulla strage di Duisburg. Vive sotto scorta dal 1989. Tra i riconoscimenti ricevuti, il Civil Courage Prize, assegnato dalla Train Foundation (2014).

Don Zappolini
Il selvaggio contemplativo, il sognatore con i piedi nel fango e il costruttore di ponti. Sono le tre anime di Don Armando Zappolini, quelle che, intersecandosi, fanno di lui un uomo, un prete e un prete sociale. Don Armando è parte di quella “Chiesa di strada” di cui tanto parla Papa Francesco: fatta da uomini e donne che vivono il loro impegno accanto alla sofferenza, nelle comunità di accoglienza, vicino alla gente e a tutti coloro che “non si sono mai sentiti a casa”. Quella parte della Chiesa dimenticata che, con Papa Francesco, ritorna ad avere voce. «Conosco Armando da anni, eppure leggere queste pagine appassionate, nelle quali ripercorre la sua storia di uomo e di prete, è stata una sorpresa e un piacere. Una sorpresa perché sono venuto a conoscenza di episodi che ignoravo e a cui magari Armando stesso non aveva dato troppo peso, salvo riconoscerne a distanza di tempo il profondo significato». (Don Luigi Ciotti)

 

 

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