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Sanremo, il 167° anniversario della nascita di don Francesco Lombardi “parroco del terremoto”

Lo storico Andrea Gandolfo traccia una somma della vita del parroco, figura di grande importanza per il ruolo svolto durante il terribile sisma di Bussana del febbraio 1887

Sanremo. In occasione del 167° anniversario della nascita del parroco don Francesco Lombardi, lo storico Andrea Gandolfo traccia una breve nota biografica del parroco di Bussana, molti sanremesi lo conoscono come il “parroco del terremoto” per il ruolo da lui svolto nei drammatici frangenti del terribile sisma di Bussana del febbraio 1887:

Don Francesco Lombardi nacque a Terzorio il 24 febbraio 1851 da Giambattista, maestro di scuola, e da Giulia Ferrari. Sentita la vocazione religiosa, nel 1864 entrò nel monastero di Subiaco con l’intenzione di diventare monaco benedettino. Le sue precarie condizioni di salute lo indussero però a lasciare il convento dopo poco più di due anni e a rientrare nel paese natale. Dopo una parentesi tra i Padri Scolopi di Savona, nell’ottobre del 1868 intraprese gli studi classici e filosofici presso il Collegio della Missione di Sarzana, dove conseguì ottimi risultati tanto da prendere in considerazione l’idea di diventare prete della Missione.

Nel 1870 tornò però al Seminario vescovile di Ventimiglia e, dopo avervi terminato gli studi teologici, il 19 settembre 1875 venne ordinato sacerdote. Il vescovo Biale lo inviò allora come reggente al paese natio di Terzorio e pochi mesi dopo lo nominò parroco di Bussana, che, per vari motivi, ne era priva da molti anni. Preso possesso della nuova carica il 16 settembre 1877, svolse la sua opera sollecitando in particolare la traduzione pratica del messaggio evangelico nell’impegno dell’amore, che aveva come modello il Cuore di Cristo, la cui devozione rappresentò il fulcro della sua azione pastorale. In sintonia con tale azione, invitò subito i suoi parrocchiani ad aderire alla “Lega del Sacro Cuore” o “Apostolato della Preghiera”, il cui “centro” era stato eretto proprio presso la parrocchia di Bussana il 16 aprile 1877.

La prova più ardua e difficile che dovette affrontare don Lombardi nel corso del suo ministero fu però il disastroso terremoto del 23 febbraio 1887, in occasione del quale egli si prodigò in tutti i modi per alleviare le sofferenze dei suoi parrocchiani, prestare soccorso ai numerosi feriti e senzatetto, recare conforto ai familiari delle vittime dell’immane sciagura. Passati i primi momenti di sgomento generale, si prodigò senza risparmio per provvedere qualche sussidio a quanti versavano nelle più gravi necessità, promosse la costituzione della Società Cattolica di Mutuo Soccorso, provvide all’erezione del nuovo asilo nido, della scuola materna e del ricovero per i vecchi.

La sua più grande aspirazione era tuttavia quella di erigere una nuova grande chiesa, presso il nuovo paese sorto nel frattempo nei pressi della costa, dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Espresse così per la prima volta questo suo vivo desiderio il 10 aprile 1887 in una lettera inviata al vescovo di Ventimiglia Tommaso Reggio. Ottenuta l’approvazione del vescovo, interpellò allora l’architetto genovese Maurizio Dufour affinché predisponesse il progetto del nuovo edificio, mentre, a sua insaputa, si occupava del progetto anche l’ingegnere Salvatore Bruno.

Messi d’accordo i due progettisti e superate le ultime opposizioni da parte del Comune, il 15 settembre 1889 venne posta la prima pietra della nuova costruzione, alla presenza del vescovo Reggio. Dopo l’ultimazione dei lavori, il 13 dicembre 1891 vi poté celebrare la prima Messa con assistenza e discorso di monsignor Reggio. Il 10 aprile 1892 venne poi solennemente collocata in cima al Santuario la statua del Sacro Cuore di Gesù, eseguita, secondo le direttive dello stesso don Lombardi, dallo scultore Giovanni Minoia di Torino. Il 20 ottobre 1901 la nuova chiesa venne infine solennemente dedicata dall’arcivescovo di Torino cardinale Agostino Richelmy, con la partecipazione dei vescovi di Ventimiglia, monsignor Ambrogio Daffra, e di Massa Marittima, monsignor Gio Batta Boracchia.

Nello stesso anno della dedicazione del santuario, don Lombardi si fece anche promotore della fondazione del bollettino mensile del Santuario «L’Eco del Sacro Cuore», che si pubblica tuttora, mentre dodici anni dopo avrebbe dato vita a un’iniziativa destinata a ripetersi con cadenza annuale: il Convegno dell’Apostolato della Preghiera della Diocesi di Ventimiglia al Santuario di Bussana. Ormai gravemente malato, spirò a Bussana la mattina del 13 febbraio 1922.

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