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Sanremo, Fantasia al traguardo dei suoi primi 25 anni ora cerca una nuova vita fotogallery

Viaggio nel mondo dei videogiochi con il titolare Enzo: "Salute ed età mi costringono a lasciare, ma vorrei continuare ad incontrare gli amici qui"

Sanremo. “Esistono alcune cose a questo mondo che non cambieranno mai… altre invece cambiano” recitava Morpheus in Matrix Reloaded, rivolgendosi alla sua innamorata il capitano Niobe.

Fantasia festeggia 25 anni di attività e si appresta a cambiare, con speranza e una piccola dose di malinconia. Da qualche giorno infatti, appesi sulle vetrine di via San Francesco, sono apparsi i cartelli “vendesi attività”.

Una notizia che ha lasciato esterrefatti tantissimi affezionati clienti che si sono domandati perché, temendo la serrata di un altro pezzo della storia commerciale matuziana, dopo quelle avvenute nelle scorse settimane di Popoff e lo studio Moreschi.

Per fortuna non è proprio così. Parola di Enzo Romeo, titolare e ideatore di Fantasia che insieme al suo negozio sta per tagliare il traguardo di una corsa partita quando in Italia le rivendite di videogame si contavano sulle dita di una mano.

Riviera24.it ha voluto ripercorrere in un’intervista alcuni di questi passi.

Com’è iniziata l’avventura?

Una volta un amico mi ha prestato il Nintendo 8 bit, noto anche come NES, con il mitico gioco Super Mario Bros. Sono rimasto chiuso un mese in casa per completare tutti e 32 i mondi.

 

Decisi di affiancare la passione per i videogiochi a quella dei film. Ho pensato che quei giochi potevano essere il futuro, visto l’effetto dato a me per primo.

Cosa facevi prima di aprire, quando è arrivata la videoteca?

Ho lavorato 18 anni con Sanremo Pesca continuando anche quando aprii il negozio insieme a Massimo, un ragazzo che mi dava una mano e condivideva la stessa mia passione.

 

Mi veniva comodo continuare a fare l’autotrasportatore perché viaggiavo molto e così potevo vedere cosa facevano dalle altre parti. Avevo le tessere delle videoteche di tutta la Liguria tanta era la mia passione per il cinema.

 

Da noi è partita grazie ad un mio amico di Albenga che mi diede un sacco di film usati, sulla base della semplice promessa che glieli avrei pagati solo se avessi ingranato. Così è nato il dodicesimo noleggio della città dei fiori.

Hai un sacco di foto con Vasco Rossi sparse per le mura del locale… E’ vero che eravate amici?

Lo siamo stati finché aveva la barca a Portosole. Andavo a trovarlo e giocavamo la sera a poker insieme. Impazziva per Sanremo, era proprio appassionato. Veniva anche in negozio a comprare videogiochi o affittare film per il figlio Luca.

Quando c’è stato il boom delle console?

Una data simbolica è sicuramente il 23 novembre del 2000, passata alla storia per due motivi: il primo perché si aprì la voragine di via San Francesco, proprio davanti alle mie vetrine. Due macchine ci finirono dentro.

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Poi perché era il periodo di lancio della Playstation 2. Avevo pronte nel furgone 400 console quando si aprì il buco e i vigili del fuoco, per precauzione, ci impedirono di tirare su la serranda. Così siamo andati sotto il cavalcavia e le abbiamo fatte fuori tutte vendendo in mezzo alla strada.

 

La cosa incredibile è che la Sony utilizzò quell’evento in una campagna pubblicitaria che rimarcava “la potenza della Playstation 2”, capace di squarciare l’asfalto…

Delle 12 videoteche che c’erano in città ne sono rimaste due. Cosa vedi nel futuro di Fantasia?

Con il passare del tempo bisogna cambiare. Purtroppo dopo 42 anni di lavoro e qualche problema di salute non ho più le energie che servono per fare qualcosa di nuovo. Bisognerebbe allungare i tempi dell’apertura serale e trasformare Fantasia in un “Manga cafè”, dove i clienti si possano fermare come al bar.

 

Riscoprire la videoteca in luogo dove scambiare quattro chiacchere e divertirsi con gli amici condividendo una partita ai videogame o alle carte collezionabili.

 

Il contatto tra le persone è sempre stato la forza di Fantasia ed il valore aggiunto che ancora oggi abbiamo sul mondo del mercato online.

Dimenticavo. E’ il grande enigma irrisolto: ma si dice Fantasia o Fantàsia?

L’avevamo scelto insieme a mia moglie e Massimo. Onestamente è nato come Fantàsia, tratto dal nome del Regno della Storia Infinita. Però dico sempre a tutti di chiamarlo come più vi piace.

C’è qualcosa che vorresti dire a chi prenderà il tuo posto?

Mi piacerebbe continuare a frequentare Fantasia, sedendomi magari in un angolino… poter incontrare ancora gli amici qui, immaginando e pensando ad una storia che, in fondo, è anche la mia.

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