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Caso di meningite a Sanremo: in trenta per la profilassi antibatterica foto

La donna si era già presentata al pronto soccorso giovedì ma le era stata diagnosticata un’influenza

Sanremo. Sono nettamente migliorate le condizioni di salute della donna di 63 anni ricoverata presso il reparto malattie infettive dell’ospedale Borea, nella giornata di venerdì, in seguito a febbre alta e sintomi che hanno fatto sospettare un caso di meningite, poi conclamatosi.

Intanto oggi è emerso, come conferma il direttore del pronto soccorso Stefano Ferlito, che la donna si era presentata al reparto di primo intervento già giovedì, ma che ad un primo esame clinico i medici abbiano riscontrato i sintomi di una semplice influenza.

“Come tutte le malattie che hanno un’origine virale che si possono trasformare in una forma batterica – spiega il dottor Ferlito – per capirci si pensi ad una broncopolmonite in un paziente che ha avuto l’influenza; nella prima fase non abbiamo il virus della dalla patologi più grave ma quello dell’influenza che, dopo aver ristagnato all’interno dell’organismo, va a trasformarsi in forma batterica.

Lo stesso vale per la meningite, il cui ceppo principale è quello dell’influenza che si può virulentare e trasformare in una malattia più seria quando si trova in un paziente che non è vaccinato o in alcune altre determinate situazioni.

Dov’è il problema del riconoscimento? Non sempre i sintomi che il paziente presenta o descrive sono così chiari come quelli che possono esserci dopo 24 ore. Se avessimo avuto segnali evidenti come durante il secondo accesso la diagnosi sarebbe stata molto più semplice.”

Intanto il caso, venuto alla luce proprio grazie all’Asl 1 che ha diramato ieri sera un avviso rivolto a tutte le persone che potevano essere entrate in contatto con il virus, ha portato ad una trentina di accessi all’ambulatorio di via Fiume, tra famigliari, colleghi di lavoro e circa venti persone presenti alla proiezione di domenica 18 febbraio delle ore 16, del film “Cinquanta sfumature di rosso” nel  cinema di via Matteotti 107, che la signora aveva visto prima di aggravarsi.

“Quando c’è un caso di meningite meningococcica – chiarisce il dottor Marco Mela direttore del distretto di Igiene Pubblica - si cercano i contatti stretti che potrebbero aver contratto il virus nei 7 giorni precedenti e che abbiano avuto rapporti stretti con il portatore della malattia.

Alle persone che si sono presentate presso l’ambulatorio di via Fiume, e che possono farlo ancora entro le 11 di domani, abbiamo somministrato la profilassi antibiotica capace di garantire il 100% dei risultati.”

Per quanto siano state gravi le condizioni di salute della donna ricoverata, nelle ultime ore il miglioramento è stato netto, come comunicano dal reparto malattie infettive stesso. La paziente si è sfebbrata, risulta vigile e risponde a domande semplici.

La prognosi è ancora riservata ma si prevede che verrà sciolta entro sera, dopo che saranno stati fatti gli esami di controllo del caso.

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