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Sanremese di Londra conquista il web con un video contro la differenza di genere

Rivolgendosi a tutte le donne che “vanno di corsa” , Stefania Rulfi ha raggiunto più di 26mila visualizzazioni. Fra i like, quello della moglie di Fabio Volo

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Sanremo. Sui social è diventato virale un video dove una donna entra di corsa in una galleria d’arte. Una donna come tante, con i capelli lasciati naturali, il trucco leggero e indosso un maglioncino nero, semplicissimo, come quello che si trova nell’armadio di ognuna di noi. Ai piedi, invece, un paio di scarpe da ginnastica che in fretta e furia, con ancora il fiatone, si sfila, calzando poi eleganti tacchi a spillo. Quella donna è la sanremese Stefania Rulfi. Una donna in carriera, quarantenne, che vive a Londra da cinque anni dopo aver lasciato il mare della Riviera dei Fiori per inseguire un lavoro di rilievo nella City come agente immobiliare e in seguito come art advisor in una delle gallerie d’arte più note della capitale britannica.

Stefania Rulfi Castellino

Ed è proprio nel suo ufficio londinese che Stefania ha girato quel video che sta facendo il giro del web, raggiungendo più di 26mila visualizzazioni. Un filmato di 49 secondi che si rivolge con limpida sorellanza a tutte le donne. A quelle madri, mogli, amanti, casalinghe o manager costantemente immerse in uno slalom fra famiglia, lavoro e differenza di genere, e a cui si rivolge nel suo blogger di successo “Mother’s Spell” anche Johanna Maggy: mamma bis, insegnante di pilates, guru del wellness nonché compagna di vita di Fabio Volo che ha colto il messaggio lanciato da Stefania lasciando il suo like al video.

«È da quando sono giovanissima che mi batto in nome delle donne – mi racconta Stefania Rulfi raggiunta telefonicamente a Londra –. Ho iniziato ventenne aderendo all’associazione di promozione sociale P.E.N.E.L.O.P.E. e ho proseguito promuovendo battaglie contro la cultura della differenza di genere. Un impegno personale che Johanna Maggy con il suo apprezzamento ha sancito. Io non sono sposata, non ho figli e dunque ho molto più tempo di tante altre donne che nella frenesia quotidiana non possono dar voce a quei diritti che vengono loro negati».

«Basti pensare all’ambito professionale, in particolare al rapporto maternità-lavoro – evidenzia –.Una donna che vuole diventare madre e lavorare deve avere gli stessi diritti degli uomini. Ma quante donne, invece, si vedono discriminate già in sede di colloquio quando viene chiesto loro: “È sposata? Ha figli? Intende averne?”. A volte il mero fatto di essere donna costituisce un ostacolo per l’avviamento di qualunque carriera lavorativa. Senza parlare dell’assenza di quelle politiche di conciliazione che nei paesi del Nord Europa hanno favorito realtà quali gli asili aziendali. E poi ci sono tanti altri argomenti, come ad esempio quello delle molestie sessuali sul luogo di lavoro o per avere un lavoro che, al di là di ogni polemica, è un problema serio e quanto mai attuale».

«C’è un bisogno molto forte di abbattere le fondamenta di un sistema che in troppi aspetti è ancora pensato da uomini e per gli uomini. Spero con il mio operato di riuscirci», dice ancora Stefania, prima si agganciare e scappare via, in direzione di una sala meeting dove la stanno aspettando.

 

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