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Molestie in ufficio, un dramma per quasi metà della popolazione femminile ligure

Il 49,35% delle donne, di cui il 10,4% ha dovuto far fronte a vessazioni fisiche e il 9,7% a ricatti sessuali da parte di un collega o un superiore. Dati Istat

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Liguria. Quasi metà della popolazione femminile ligure ha subito molestie o ricatti sessuali sul luogo di lavoro. Esattamente il 49,35% delle donne di età compresa fra i 14 e i 65 anni, di cui il 10,4% ha dovuto far fronte a vessazioni fisiche e il 9,7% a coercizioni carnali da parte di un collega o un superiore.

A fotografare questa abominevole immagine è l’Istat nell’indagine diffusa lo scorso 13 febbraio ma condotta tra il 2015 e il 2016 intervistando 50.350 soggetti di età superiore ai 14 anni. Per la prima volta il report dell’Istituto nazionale di statistica dedicato alle molestie dà conto anche delle molestie subite dagli uomini, seppur questi continuano a restare i carnefici primi.

A livello nazionale, infatti, le insinuazioni pesanti, i contatti non voluti, quegli inviti a cena insistenti fino ad arrivare agli atti di violenza veri e propri, nell’arco di una vita intera, hanno fatto 8 milioni 816 mila (43,6%) di vittime femminili e 3 milioni 754mila maschili (18,8%).

Entrando nel dettaglio dell’indagine, tuttavia, il fenomeno risulta in sensibile diminuzione, tanto negli uomini quanto nelle donne. La stima per queste ultime, ovvero quelle che hanno subito molestie sessuali nei tre anni precedenti al censimento, è passata da 3 milioni 778mila (18,7%) nel 2008- 2009 a 2 milioni 578 mila (12,8%) nel 2015-16.

Le molestie verbali sono la forma più diffusa sia nel corso della vita (24% delle donne e 8,2% degli uomini) sia nei tre anni precedenti all’indagine. Le molestie con contatto fisico, quindi le situazioni in cui le vittime sono state accarezzate o baciate contro la loro volontà, sono state subite nel corso della propria vita dal 15,9% delle donne e dal 3,6% degli uomini. La percezione della gravità delle molestie fisiche subite è molto diversa tra i generi: il 76,4% delle donne le considera molto o abbastanza gravi contro il 47,2% degli uomini.

Sono diffuse anche le molestie attraverso il web: nel corso della propria vita il 6,8% delle donne ha avuto proposte inappropriate o commenti osceni o maligni sul proprio conto attraverso i social network e all’1,5% è capitato che qualcuno si sia sostituito per inviare messaggi imbarazzanti o minacciosi od offensivi verso altre persone. In questo caso il dato degli uomini non è particolarmente diverso (rispettivamente 2,2% e 1,9%).

Il 5% della popolazione tra 14 e 65 anni, pari a 2 milioni di persone, si stima abbia subito atti sessuali contro la propria volontà quando era minorenne. Si tratta del 7,8% tra le donne (1,6 milioni di persone) e del 2,2% tra gli uomini (435mila persone). Il 62,1% degli uomini e il 42,7% delle donne vittime di abusi sessuali non ha parlato con nessuno di questi fatti al tempo in cui si sono verificati. In oltre il 60% dei casi questi fatti si sono verificati una sola volta, ma per circa un quarto delle vittime si sono ripetuti da 2 a 5 volte.

Si stima che siano 1 milione 404mila (8,9%) le donne che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro: 425mila (2,7%) negli ultimi tre anni. Con riferimento ai soli ricatti sessuali sul luogo di lavoro si stima che, nel corso della vita, 1 milione 173mila donne (7,5%) ne sono state vittima per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressioni nella carriera. Sono 167mila le donne che hanno subito queste forme di ricatto negli ultimi tre anni (l’1,1%); al momento dell’assunzione ne sono state colpite più frequentemente le donne impiegate (37,6%) o le lavoratrici nel settore del commercio e dei servizi (30,4%). La quota maggiore delle vittime, inoltre, lavorava o cercava lavoro nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (20%) e in quello del lavoro domestico (18,2%).

Nell’11,3% dei casi le donne vittime hanno subito più ricatti dalla stessa persona e il 32,4% dei ricatti viene ripetuto quotidianamente o più volte alla settimana. La grande maggioranza delle vittime (69,6%) ritiene molto o abbastanza grave il ricatto subito. Ciononostante, nell’80,9% dei casi, le vittime non ne hanno parlato con alcuno sul posto di lavoro. Quasi nessuna, purtroppo, ha denunciato il fatto alle forze dell’ordine.

(Foto: Google)

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