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La saga di “Game of Thrones” a Claudio Scajola “fa un baffo”

L'ex ministro, ex uomo più potente di Forza Italia, è un uomo in cerca non di vendetta

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Imperia. L’articolo sul Corriere della Sera a firma di Marco Imarisio fotografa la situazione attuale di Imperia. L’ha definita la saga di “Game of Thrones” ricordando che tutto ciò a Claudio Scajola “gli fa un baffo”. “Nella città che è un po’ l’Approdo del Re, insomma la capitale dell’estremo lembo nordoccidentale d’Italia, le lotte per la conquista del potere della nota serie televisiva al massimo le usano per addormentare i bimbi quando è tardi. Quando hai da sempre in casa gli Scajola, chi ha bisogno di trame e battaglie familiari per la successione dinastica?”

L’articolo del Corrierone spiega bene la situazione: ” L’ultima stagione della serie poi è tra le più appassionanti di sempre. Claudio, il capostipite della dinastia deposta da qualche anno, esiliato a causa delle numerose imboscate fatte dal clan delle toghe, tutte respinte tranne una ancora in corso, medita di scendere in campo per ottenere nel prossimo maggio il trono del Municipio. «Me lo chiedono i miei cittadini» continua a ripetere. L’eventualità fa correre i brividi sulla schiena a Giovanni Toti, nuovo signore di tutte le terre a oriente di Imperia, conquistatore della Regione prima, di Savona, Genova e La Spezia poi. Per scongiurarla, sarebbe pronto a schierare in battaglia Marco Scajola, nipote di Claudio, attuale assessore in Regione, che comunque gradirebbe poco il confino a Imperia”.

Entrando nel merito viene spiegato che “il giovane Marco aveva ben altre ambizioni. Lui sognava Roma. Toti stesso gli aveva promesso un seggio nel Parlamento che raccoglie ogni tribù da tutta Italia. Ma Claudio, ex ministro, ex uomo più potente di Forza Italia, è un uomo in cerca non di vendetta, ma di un riconoscimento da parte di Forza Italia. L’ipotesi di un altro Scajola in Parlamento lo ha fatto fremere di rabbia al punto da chiamare l’antico sodale Gianni Letta, minacciando la candidatura a Imperia della figlia Lucia, sotto le insegne del micro clan guidato da Stefano Parisi, prima della scelta di vita fatta da quest’ultimo di candidarsi per Forza Italia alla Regione Lazio (anche se in realtà il nome è stato fatto da Berlusconi e Letta). Sarebbe stata bellissima, la sfida dei cugini Scajola sotto lo sguardo severo di Claudio Scajola. Ma gli stessi sceneggiatori hanno ritenuto l’idea troppo fantasiosa, per altro quelli di Game of Thrones una trovata come il Rosatellum se la sognano. Così si sono accontentati di fare entrare in scena come candidato di Imperia alla Camera Giorgio Mulè, nativo di Caltanissetta, amico e collega di Toti, nonché direttore, ora dimissionario, di Panorama, il giornale per il quale lavora Lucia Scajola”.

Ed ora occhi puntati a domani. Marco Imarisio spiega che “Le parole del rivale Toti non sono un buon viatico per la pace. «Siccome da quando sono in Liguria qualcosa abbiamo vinto, mi viene da dire: astenersi perditempo e a maggior ragione guastafeste». Il possibile eterno ritorno del vecchio re sta creando scompiglio nei clan alleati di Toti. «A noi Scajola va bene» ha detto il capo locale della Lega, rivelando come il nome del capostipite a Imperia incuta una certa deferenza. Anche per questo, per evitare uno scontro tra il passato e il presente di Forza Italia, il finale non è scritto. All’ultimo momento potrebbe esserci qualche colpo di scena, come uno scranno per il pater familias Scajola nell’esilio dorato di Bruxelles, dove si voterà nel maggio del 2019. L’epopea degli Scajola è cominciata nel 1946, quando Ferdinando, papà di Claudio, fondò la Democrazia cristiana di Imperia. Negli anni Settanta venne il turno di Alessandro, fratello di Claudio e papà di Marco, primo cittadino per due mandati. E infine emerse l’attuale protagonista, sindaco per altre due volte, che fece uscire la saga dai confini abituali, portandola a Roma e altrove. Game of Thrones è appena all’ottava stagione. Dilettanti”.

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