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Imperia, i ritardi dei pagamenti dei contributi PSR mettono in crisi le aziende del territorio

I disagi alle imprese imperiesi sono molto elevati

Imperia. Troppo lunga è l’attesa per vedere arrivare i contributi messi in campo dalle misure del PSR 2014-2020 e che sono, in molti casi, di fondamentale importanza per evitare l’abbandono della terra e la chiusura di aziende che ad oggi si trovano in gravi difficoltà.

È questo che afferma a gran voce Coldiretti Imperia, denunciando un ritardo incomprensibile dei pagamenti per le misure a superficie (misure previste dal PSR per le quali il premio viene erogato sulla base della superficie impegnata) del PSR Liguria.

“Solo nell’imperiese – afferma il presidente di Coldiretti Imperia, Antonio Fasoloabbiamo più di cento imprenditori, che aspettano di ricevere ancora i contributi dal 2015, anno in cui avevano presentato domande per le seguenti misure: adesione ai principi dell’agricoltura Integrata (misura 10.1 A); Interventi su prati stabili; pascoli e prati-pascoli (misura 10.1B); allevamento di specie animali locali a rischio estinzione (misura 10.1 C); Agricoltura Biologica (misura 11). Riteniamo, che questa situazione sia gravissima e inaccettabile, come sempre e a pagarne le spese, sono gli imprenditori, che hanno creduto nel finanziamento, si sono buttati nell’attività, investendo tutto e hanno visto svanire in tre anni la speranza. Riteniamo che AGEA abbia delle grosse responsabilità in merito”.

Troppi sono i disagi per le nostre aziende. Per fare solo un esempio – afferma il direttore di Coldiretti Imperia, Domenico Pautasso - l’anno scorso le aziende zootecniche dell’imperiese, a causa della siccità prolungata, hanno prodotto poco fieno e, di conseguenza hanno dovuto demonticare prima, con un aggravio di costi di gestione delle mandrie elevatissimo. Solo questi imprenditori attendono circa 3 milioni di euro, accumulatesi dal 2015 al 2017. Non si possono più accettare ulteriori ritardi: AGEA deve trovare il modo di liquidare immediatamente quanto dovuto. Fra qualche settimana dovranno presentare la domanda per il 2018 e aspettano ancora i soldi del 2015. È paradossale e non dovrebbe assolutamente succedere. Ci auguriamo che la situazione si risolva al più presto. Non siamo più disposti ad accettare ulteriori ritardi”.

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