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Imperia, con l’auto aziendale dall’estetista in orario di lavoro: seconda “puntata” del processo alla dottoressa Simona Del Vecchio

Accusata di truffa, peculato e falso. Tra i testi anche l'ex direttore generale Mario Cotellessa

Imperia. Un brigadiere capo della Guardia di Finanza e due funzionari dell’Asl 1 imperiese, tra cui l’ex direttore generale Mario Cotellessa, sono stati ascoltati oggi in qualità di testimoni nel processo a carico della dottoressa Simona Del Vecchio, ex responsabile della struttura complessa di Medicina Legale della Asl 1 chiamata a rispondere alle accuse di truffa, peculato e falso. Le indagini compiute dalle Fiamme Gialle e coordinate dal pm Grazia Pradella avrebbero accertato che il medico legale compilava certificati di morte in senza nemmeno aver visto i cadaveri. Nel processo, la Del Vecchio è anche accusata, tra le altre cose, di aver utilizzato per suoi scopi personali la Fiat Panda aziendale e di aver “delegato” personale non competente ad effettuare autopsie o ad iniettare sostanze antiputrefattive sulle salme.

Il primo teste del pm ad essere ascoltato oggi è stato il brigadiere capo della Gdf della compagnia di Imperia Pietro Massimo Ioanna che insieme ad alcuni colleghi, per sei mesi del 2015, ha seguito gli spostamenti della Del Vecchio, sia con appostamenti e pedinamenti, sia utilizzando un dispositivo gps piazzato sull’auto di servizio che attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Il brigadiere ha dichiarato che nel corso delle indagini è emerso che la dottoressa faceva acquisti e commissioni in orari in cui dichiarava invece di essere al lavoro e che, per i suoi spostamenti personali, era solita utilizzare la Fiat Panda dell’Asl. Tra le anomalie riscontrate dalle Fiamme Gialle, la mancanza di timbratura del badge: la dottoressa era solita utilizzare il modulo previsto in caso di mancata timbratura, ma invece di farlo al massimo quattro volte, come previsto dal regolamento, lo faceva decine di volte ogni mese. Ma proprio in giorni in cui, secondo quanto dichiarato nel modulo, la donna si sarebbe dovuta trovare regolarmente al lavoro, gps e intercettazioni telefoniche hanno dimostrato che era altrove: a fare la spesa o dall’estetista, al centro commerciale con le amiche o dall’anziana madre ricoverata a Riva Ligure. In un caso, mentre si trovava in un negozio di Savona insieme al proprio compagno, Simona Del Vecchio sarebbe stata contattata da un operatore della camera mortuaria al quale avrebbe chiesto di scattare foto di un cadavere e inviargliele tramite WhatsApp per poi dare l’autorizzazione alla sepoltura dello stesso.

Il dottor Mario Cotellessa, direttore generale dell’Asl dal 2011 al 2016, rispondendo alle domande del pm ha dichiarato di aver conosciuto Simona Del Vecchio e di reputarla un’ottima professionista. “Non ho mai avuto problemi con lei”, ha spiegato il medico, “E non ho mai avuto modo di pensare che ci fossero situazioni come quelle che poi sono state evidenziate dalle indagini”. Quando le Fiamme Gialle sono entrate negli uffici dell’azienda sanitaria per le perquisizioni e il direttore è stato informato delle indagini, “ho indetto una serie di riunioni”, ha dichiarato, “perché ho sempre avuto un rapporto con tutti i miei collaboratori e dovevamo decidere che provvedimenti prendere anche per cautelare le posizioni degli indagati”. Per questo è stato deciso il trasferimento dei medici che gravitavano intorno alla struttura di medicina legale.
La Del Vecchio, in particolare, venne assegnata alla direzione sanitaria del presidio ospedaliero di Sanremo, dove aveva, tra gli altri, il compito di controllare le cartelle cliniche e quello di verificare lo stato di avanzamento dei lavori e ristrutturazione dei reparti. Da luglio fino a dicembre, salvo un periodo di malattia, la dottoressa ha svolto questi incarichi. Poi, a seguito del provvedimento emesso dal gip di sospensione cautelare della Del Vecchio, l’Asl ha deliberato un provvedimento analogo e aperto un provvedimento disciplinare nei confronti della donna che si è concluso con il licenziamento della stessa, impugnato dal legale della Del Vecchio, Marco Bosio.

Ultimo dei 34 testi del pm ascoltato oggi, è stato Gian Paolo Alassio, ex direttore del dipartimento economico e giuridico dell’Asl 1 imperiese, ora in pensione. Alassio ha spiegato cosa prevedeva il regolamento in merito all’utilizzo delle auto di servizio, riservate esclusivamente a motivi istituzionali.

Il collegio presieduto dal giudice Aschero con a latere i giudici Russo e Lungaro ha fissato la prossima udienza alle 9,30 del 15 febbraio.

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