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Celiachia: boom di casi in Liguria, soprattutto nelle donne

Nel 2016 si contano 4.953 persone celiache, di cui 3.483 donne e 1.470 uomini. Più di 10mila i celiaci non ancora diagnosticati. Dati Ministero della Salute

È boom di celiaci in Liguria. Il numero di persone affette da celiachia – malattia autoimmune la cui unica terapia ancora oggi è l’adozione di una dieta senza glutine – è sensibilmente aumentato nell’arco di soli tre anni, passando dai 4.769 casi diagnosticati nel 2014 ai 4.953 nel 2016. Senza dimenticare il sommerso, ovvero persone celiache ma che ancora non lo sanno e che sul territorio regionale equivalgono a 10.700 unità.

È quanto emerge dalla “Relazione annuale al Parlamento” depositata dal Ministero della Salute lo scorso gennaio che raccoglie i dati regione per regione e per genere.

Ad un anno dall’entrata in vigore del nuovo protocollo diagnostico, confrontando i dati nel triennio 2014-2016, in Liguria, come nel resto d’Italia, si evince un incremento delle diagnosi più spinto, forse favorito dalla maggiore sensibilizzazione ma anche dai nuovi indirizzi scientifici.

La malattia celiaca, per la sua natura autoimmunitaria, risulta interessare più le donne (3.483) che gli uomini (1.470). In particolare, la prevalenza media della celiachia, sulla base dei dati del 2016, risulta essere dello 0,32%, di cui lo 0,20 % per la popolazione maschile e lo 0,43 % per la popolazione femminile.

Quanto all’età, invece, dalla “Relazione” si scopre che la fascia più numerosa è quella che va dai 41 ai 65 anni, con 1.870 celiaci, seguita a ruota dalla fascia 19-40 anni con 1.570 casi rilevati. Diagnosi reali sono state compiute anche sui piccoli pazienti: 1 per la fascia 6 mesi-1 anno; 26 per la fascia 3-5; 298 per la fascia 6-10; 779 per la fascia 11-18.

Condizione permanente in cui il soggetto deve assumere esclusivamente alimenti non trasformati e naturalmente privi di glutine quali frutta, verdura, carne e pesce, oggi la celiachia è considerata una vera e propria malattia sociale, non solo per la sua diffusione, ma soprattutto perché tende a investire ogni ambito della vita di una persona, dalla famiglia alla scuola, dalle strutture sanitarie al mondo del lavoro.

In ragione a ciò, il Ministero della Salute, sulla base della Legge 123/2005, ha erogato a favore della Regione Liguria 9.227,52 euro. Una somma destinata esclusivamente alla somministrazione di pasti senza glutine nelle mense scolastiche, ospedaliere e in quelle annesse alle strutture pubbliche nonché per la promozione di attività formative riservate agli operatori del settore alimentare (Osa), considerando anche l’elevato costo dei prodotti “senza glutine” rispetto a quelli generici.

Le 1.182 mense presenti in Liguria dovrebbero dunque garantire un pasto senza glutine ai celiaci che ne fanno richiesta. Al riguardo, nel 2016 l’anagrafe regionale ha contato 624 mense scolastiche; 81 mense ospedaliere e 477 mense pubbliche che rientrano nel campo di applicazione della legge 123/2005.

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