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CasaPound Imperia, oltre 150 persone al comizio del candidato premier Simone Di Stefano fotogallery

Incentivi agli italiani e rimpatrio dei migranti

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Imperia. “Per prima cosa dobbiamo uscire dall’Euro, uscire dall’Unione Europea e quindi portare questa nazione nella direzione che aveva prima di entrare nella moneta unica: eravamo la quinta economia nel mondo, oggi siamo inesorabilmente all’ottavo o forse al nono posto”. Lo ha dichiarato il candidato premier per CasaPound Simone Di Stefano ai cronisti che lo hanno atteso in piazza Duomo al Parasio.

Casapound a Imperia

Oltre centocinquanta persone hanno accolto il candidato premier in via Acquarone, poco lontano da piazza Duomo, dove sorge la neo-inaugurata sede cittadina di CasaPound. Qui Di Stefano ha tenuto il suo discorso, circondato da un cordone di forze dell’ordine, con uomini in tenuta antisommossa pronti a intervenire in caso di disordini, dopo le “minacce” giunte da gruppi dei centri sociali e attivisti di estrema sinistra, che con le loro richieste hanno fatto saltare l’incontro all’hotel Corallo.

Dopo l’uscita dall’Euro e dall’Europa, nelle linee programmatiche di CasaPound c’è la famiglia. “Per la famiglia mettiamo in campo una proposta che si chiama “mutuo sociale”, ovvero la possibilità per le giovani coppie di diventare proprietarie di casa con un mutuo che non è quello bancario”, ha dichiarato Di Stefano, “E il reddito nazionale di natalità, ovvero 500 euro al mese dagli zero ai 16 anni ad ogni bambino italiano figlio di italiani: quindi sostanzialmente dei soldi in tasca ai genitori e non sgravi fiscali o altre stupidaggini come si sente in giro”.

Terzo tema affrontato: l’immigrazione. “Per gli immigrati prevediamo il rimpatrio. Con uno Stato sovrano e una nazione d’appartenenza potremo andare in Africa con le nostre aziende pubbliche e private, costruire le strade e le scuole con un accordo chiaro perché la manodopera deve essere composta da quei ragazzi che oggi sono qui nei centri di accoglienza e non hanno nulla da fare dalla mattina alla sera”, ha dichiarato il candidato premier, “Investiamo dei soldi pubblici e privati, andiamo in Africa e riportiamo quei ragazzi a lavorare, così almeno dimostrano che vogliono lavorare e non stare qui ad aspettare un futuro che non c’è, perché se non c’è per noi non c’è neanche per loro”.

“Non bisogna aver paura di CasaPound perché CasaPound segue le regole e si candida nelle regole piene della democrazia”, ha aggiunto Di Stefano per rispondere alle critiche contro il movimento che rappresenta, “Vogliamo semplicemente fare politica come tutti gli altri partiti. Vogliamo parlare a tutti: a chi è di sinistra, chi è di centro e chi è di destra”.

Secondo Di Stefano, CasaPound ha possibilità di occupare dei seggi: “Abbiamo dei sondaggi che dicono che lo sbarramento del 3% è alla nostra portata: dovremmo essere sostanzialmente arrivati”.

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