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In tribunale a Imperia torna il caso della patente del marito dell’ex procuratore Geremia

Tra le persone coinvolte anche l'ex comandante dell'Arma di Imperia Luciano Zarbano

Imperia. Nuova udienza giovedì prossimo relativa all’inchiesta sul presunto ritiro mancato della patente al marito dell’ex procuratore di Imperia Giuseppa Geremia. Il caso, aperto davanti al gup Anna Bonsignorio, era stato rinviato per l’incompatibilità del procuratore facente funzioni Grazia Pradella. Ad occuparsene sarà ora il procuratore capo Alberto Lari.
Grazia Pradella era stata ascoltata nell’ambito di indagini difensive dal legale di Cabiddu.

L’accusa di abuso d’ufficio è stata contestata a Gianfranco Cabiddu, ex carabiniere e marito dell’ex procuratore Giuseppa Geremia e nei confronti di due ufficiali dell’Arma che all’epoca dei fatti prestavano servizio ad Imperia come l’ex comandante provinciale Luciano Zarbano e l’ex comandante della compagnia carabinieri di Imperia David Egidi.

La storia fa riferimento alla mancata revoca della patente a Gianfranco Cabiddu, il marito del magistrato che aveva guidato la procura a Imperia. Secondo l’accusa i due ufficiali avrebbero “ritardato” la notifica della sospensione del permesso di guida in modo che l’ex carabiniere avesse il tempo di ottenerne la revisione, superando quindi il provvedimento.  La violazione al codice della strada per Cabiddu era stata accertata quando si trovava in Sardegna. Dai carabinieri di Lunamatrona, era il 12 febbraio 2014, era stata inviata ai colleghi della comando della Pietro Somaschini una missiva contenente il provvedimento della Motorizzazione civile di Cagliari datato 25 novembre 2013. Veniva indicata la “sospensione a tempo indeterminato della patente di guida categoria C” per il Cabiddu. Secondo la procura della Mole, tuttavia, la pratica sarebbe stata “rallentata” nelle successive procedure, anche nell’inserimento della segnalazione nella banca dati delle forze di polizia. Da qui l’indagine nei confronti dei due ufficiali dell’Arma.

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