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Imperia, in provincia 250 insegnanti rischiano di rimanere fuori dalle graduatorie. La Cgil: “Ci mobiliteremo”

Dopo la decisione del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali sono quasi 30 i docenti a rischio di licenziamento

Imperia. Festività amare per il mondo dei diplomati magistrali dopo la decisione del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria che lo scorso 20 dicembre ha stabilito che i docenti in possesso di diploma magistrale non potranno essere inseriti nella graduatoria GaE.

In provincia d’ Imperia sono circa 250 gli insegnanti interessati dalla decisione del Consiglio di Stato, di cui 110 hanno già fatto ricorso con la Cgil.

“Una situazione paradossale, con tre pesi e tre misure con insegnanti che potranno tenersi il ruolo, altri che saranno licenziati e la grossa sacca del precariato che non sarà stabilizzata, un caos totale” hanno commentato dalla Flc – Cgil Imperia.

“Ci sono precarie storiche che lavorano nella scuola da oltre 15 anni e che non possono certo pagare le inefficienze di una giustizia amministrativa cieca e sorda alle esigenze reali. La polemica se il maestro debba avere la laurea od il diploma sparisce dinanzi all’esperienza maturata sul campo in anni e anni di lavoro Una parte di loro, una trentina in provincia di Imperia, ha già superato l’anno di prova, dopo avere ottenuto il ruolo con riserva. Nonostante questo saranno licenziate. Molte hanno anche la specializzazione sul sostegno “.

“Per tutte loro – hanno spiegato i portavoce del sindacato – si tratta di un crudele gioco dell’oca: saranno sempre loro anche le insegnanti di domani, non essendoci altre candidate in provincia, ma torneranno indietro nel percorso verso la stabilizzazione, finendo nuovamente nel precariato più spinto”.

Si tratta di quegli insegnanti che hanno portato avanti nel 2015, con il supporto dei sindacati, i ricorsi per la stabilizzazione dei diplomati magistrali che hanno conseguito un titolo abilitante prima del 2001 e 2002. Mentre la sentenza del Tar del Lazio era stata positiva, consentendo l’inserimento di queste maestre in graduatoria GaE ad esaurimento, non c’è ancora il giudizio di merito del Consiglio di Stato nel suo complesso, ma solo le singole sezioni, che per ben 7 volte si sono pronunciate a favore delle diplomate. Tuttavia, la decisione presa dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato lo scorso 20 dicembre ha smontato totalmente quanto stabilito in passato e dà parere negativo, con il risultato che questi insegnanti saranno fuori dalla graduatoria e quindi dai ruoli.

A livello nazionale il caso coinvolge quasi 50mila insegnanti, con tantissimi docenti che sono già riusciti ad ottenere il ruolo con sentenze definitive.

“Le maestre assunte non possono e non devono certo fare da capro espiatorio per un sistema di reclutamento cambiato più volte negli anni da governi che sulla scuola hanno provocato solo disastri”.

Intanto, la Flc – Cgil, assieme ad altri sindacati, ha ottenuto un tavolo di confronto con il Miur per il prossimo 4 gennaio: “ci mobiliteremo per mettere la parola fine a questo scandalo” hanno fatto sapere dal sindacato, promettendo che la ‘battaglia’ per i diplomati magistrali non terminerà fino a quando non verrà trovata una soluzione che salvaguardi contemporaneamente il diritto degli insegnanti e dei bambini ad avere la continuità dei docenti, con insegnanti che per 5 anni possano seguire le stesse classi.

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