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I limoni di Sanremo protagonisti a “Le storie di Melaverde” su Canale 5

Il 28 gennaio Edoardo Raspelli dedicherà una puntata del programma all’agrume che alimentava le attività commerciali dell’antica Sanremo

Sanremo. I limoni della “città dei fiori” protagonisti a Le storie di Melaverde. Domenica 28 gennaio il conduttore Edoardo Raspelli dedicherà una puntata del fortunato programma (in onda alle 11 su Canale 5) all’agrume giallo che, insieme a olio, palme e vino, tanto alimentava le attività commerciali dell’antica Sanremo.

Nel XII secolo i limoni della Riviera, dove, come oggi, fiorivano e fruttificavano tutto l’anno, raggiungevano e rifornivano il resto d’Europa. Era quello un mercato molto fiorente, la cui prosperità derivava del fatto che l’acido citrico contenuto all’interno del frutto era indispensabile per curare lo scorbuto e per apportare vitamine ai naviganti durante le lunghe rotte marittime commerciali.

Sulla vitalità del commercio dei limoni nella Sanremo del passato si è espresso anche lo storico matuziano Giuseppe “Pipin” Ferrari che nella sua Sanremo 500 Secoli (pp.158-159) scrive:

«Altro antichissimo cespite di prosperità per il circondario terriero di Sanremo, furono le coltivazioni di agrumi che abili specialisti sapevano mantenere intatti col loro sugo durante tutto l’inverno. I frutti, preventivamente selezionati su tre misure, erano imballati in appositi cesti foderati di paglia e spediti verso lontani porti delle coste mediterranee. Quelli da vendere localmente, venivano lasciati sulle piante senz’altra protezione che un sacchetto di carta oleata che li preservava più che altro dall’umidità. Le loro piante – limoni, aranci e cedri – i sanremesi le concimavano con la colombina (escrementi di colombi) o con raspatura di corno, letame e immondizie, più avanti con guano ottenuto in cambio di merci durante i viaggi commerciali in Oriente».

Addirittura, prosegue il compianto concittadino, «In una memoria che risale al XVII secolo si parla di un albero in un agrumeto fra le braie del vico Marina (l’odierna via Gioberti) di proprietà del mediatore Romolo Rossi, che da solo in certi anni arrivava a dare nello spazio di una settimana ben 1100 frutti di prima qualità e 700 di seconda che venivano venduti rispettivamente a lire 70 e 40 ogni mille –. Inoltre – Una leggenda narra che Eva, abbandonando con Adamo l’Eden dopo il peccato avesse nascosto due semi di arancio, dei quali uno le era caduto fuori e annaffiato dalle sue lagrime aveva dato ai posteri il limone, mentre l’altro trapiantato in Riviera aveva dato il cedro».

Senza dimenticare che «Il Rossi, nella sua Storia di San Remo, scrive: Un eloquente simbolo di quella vergine e operosa vita, ci resta ancora oggidì nell’antico bassorilievo in pietra murato sopra la porticella sinistra della Chiesa di San Siro, in cui si vede effigiato con un albero di limone e di palma, un asinello, così necessario ai bisogni dell’agricoltura, sormontato da una Croce, emblema del potere vescovile».

Col passare dei secoli i limoneti di Sanremo sono quasi scomparsi. Al loro posto, serre per la floricoltura, per l’agricoltura e tanti oliveti. C’è chi però quelle storiche piante di limone le ha mantenute e in questa puntata Raspelli scoprirà come funziona il raccolto, la selezione e come si lavora l’agrume più diffuso al mondo.

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