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Elezioni politiche, Pd ligure in missione a Roma per le candidature

Grandi manovre in vista del voto del prossimo 4 marzo

Liguria. Il Pd alle prese con il rebus elezioni e candidati, in particolare nei collegi uninominali in vista delle prossime elezioni politiche del 4 marzo. A Roma, in queste ore, è presente una delegazione ligure e savonese del partito Democratico impegnata proprio a sciogliere la matassa delle candidature.

In Liguria, intanto, si dovrà fare i conti con una riduzione drastica dei posti da parlamentare. Nel 2013 alla Camera erano stati eletti 9 politici del Pd (uno, Luca Pastorino, è poi passato a Possibile) e uno di Sel. Al Senato 5 esponenti del Pd. Per un totale di 15 rappresentanti del centrosinistra.

Quest’anno, se si analizzano i trend delle ultime elezioni locali e i sondaggi svolti a livello nazionale, le previsioni degli addetti ai lavori nei vari partiti e movimenti di centrosinistra sono da crepacuore. Si parla di 3 o 4 “fortunati” con il proporzionale tra Camera e Senato, per il Pd. Difficile, se non quasi impossibile, che la sinistra alternativa, rappresentata da Liberi e Uguali e Potere al Popolo, possa piazzare almeno un nome tra Montecitorio e palazzo Madama.

Ma i partiti sono al lavoro. Liberi e Uguali, la formazione che ha come leader di riferimento Pietro Grasso e che in questa domenica si è riunita a Roma, domani in conferenza stampa presenterà l’assemblea del giorno successivo, martedì, durante la quale potrebbero già essere resi noti i nomi dei candidati e le linee programmatiche. Non si prevede un grande scontro tra chi comparirà nelle liste dei candidati per la quota proporzionale, mentre sarà da vedere se e come i parlamentari uscenti Luca Pastorino e Stefano Quaranta saranno indicati come nomi per la quota maggioritaria e in quale dei collegi della Liguria.

Il percorso di #Potere Al Popolo, altra formazione di sinistra che riunisce parte di Rifondazione Comunista e altri soggetti, dopo la prima assemblea genovese alla quale hanno partecipato 250 persone, e le riunioni di diverse commissioni, ha già pronto un programma di massima.

Mercoledì 10 gennaio alle 17 e 30 alla sala Cap di Genova di via Albertazzi seconda assemblea pubblica durante la quale si deciderà l’organizzazione della campagna di raccolta firme e altre iniziative e la proposta e scelta dei candidati delle liste elettorali.

Per il Pd i giochi sono più complicati e il percorso più lungo. Mercoledì il segretario regionale Vito Vattuone incontrerà a Roma Matteo Renzi e lo staff nazionale per capire quale sarà il ruolo della Liguria, quali criteri seguire e se esponenti del Pd di altre regioni potrebbero essere “riprotetti” sui collegi liguri. In base alle indicazioni, i vertici del Partito Democratico, nei giorni successivi, incontreranno gli organismi locali.

In Liguria ci sono diverse questioni critiche, oltre a quella della probabile decimazione dei posti disponibili a Roma (fattore che costituisce peraltro anche un grattacapo economico non da poco visto che i deputati e senatori versano parte degli emolumenti nelle casse del partito sul territorio), la spartizione dei posti tra chi è già parlamentare e vuole ricandidarsi.

Per Roberta Pinotti e Andrea Orlando non si è esclude, appunto, una riprotezione su altre regioni. Ci sono poi da fare quadrare i conti con gli uscenti che vogliono ritentare: Lorenzo Basso, il veterano Mario Tullo, la sindacalista Anna Giacobbe, l’ex vicesindaco di Albenga Franco Vazio, lo spezzino Massimo Caleo (che dovrà vedersela con il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra), il segretario regionale Vattuone. Vogliono partecipare alla corsa, e lo si è capito da tempo, i consiglieri regionali Raffaella Paita e Pippo Rossetti, e Marina Costa, ex Pci, moglie del consigliere Valter Ferrando e già responsabile Welfare per il Pd locale.

Posto per tutti gli aspiranti parlamentari liguri del Pd non c’è, tenendo conto che i collegi saranno tutti complicati da vincere, con possibilità – per esempio alla Camera – su Genova ponente e La Spezia, già meno su Genova centro e Valbisagno e Savona. Al Senato, ancora meno certezze. Anche per questo il partito ha di fatto già iniziato a organizzarsi per la campagna elettorale. “Sarà una campagna di rete, davvero a partire dal territorio – dice il segretario provinciale genovese Alberto Pandolfo – abbiamo già centinaia di volontari iscritti per portare avanti la campagna elettorale tra le persone, in modo capillare”. Secondo Pandolfo, i giochi per liste e nomi di candidati si potrebbero dover chiudere entro il 20 gennaio.

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