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Dolcedo si promuove sui social grazie a “Ponente ligure fotosintesi”

Fino al 21 gennaio sarà possibile mettere “Mi piace” alle foto che ritraggono la location

Dolcedo. Questa settimana Dolcedo è la località in gara per il concorso gratuito “I Like” di “Ponente ligure fotosintesi” che mette in competizione i Comuni della provincia per il titolo di paese più ammirato.

Dolcedo trae origine da un insieme di comunità facenti parte del terziere di San Tommaso della comunità di Porto Maurizio: Isola Longa, Piazza, Rivalta, Case dei Giordani, Costa Rossa, Ville dei Bensi, Boeri, Magliani, Orenghi, Lecchiore, Villaro, Sciorati. Questi insediamenti, sorti in epoca altomedievale, sono dislocati in una fascia di territorio più alta rispetto all’attuale nucleo centrale abitato.

In seguito alla collocazione strategica, a metà strada della via romana che dal colle San Maurizio passava dal colle di Poggiobonfiglio, percorreva la val Prino e proseguiva per Santa Brigida, in località Castellazzo sorse un castello, che nel 1028 era in possesso del marchese Oldorico Manfredi. Fu quindi di Arduino d’Ivrea e poi della contessa Adelaide di Susa. Agli inizi del XII secolo era in possesso del marchese Bonifacio del Vasto, dal quale passò in seguito al figlio, il marchese Ugone di Clavesana.

Nel 1161 entrò a far parte della communitas di Porto Maurizio con il nome di Terziere di San Tommaso, associandosi con il Terziere di San Giorgio di Torrazza e con quello di San Maurizio. La coltivazione dell’ulivo si diffuse per opera  dei monaci benedettini di Lerino, favorendo lo spostamento degli abitati più a valle. La costruzione di frantoi impose insediamenti lungo le acque dei torrenti dove potessero essere impiantati mulini ad acqua.

A seguito di una convenzione stipulata tra Bonifacio di Clavesana ed i consoli genovesi nel 1192, Dolcedo divenne località di rifugio per importanti famiglie dell’epoca. I marchesi di Clavesana cedettero i propri diritti sul terziere nel 1233 alla Repubblica di Genova. Nel 1238 quando Porto Maurizio si ribellò a Genova, Dolcedo si proclamò comune autonomo, ma la rivolta fu repressa dai Genovesi. Il castello fu distrutto nel 1342.

Molte famiglie genovesi acquistarono terreni nella zona, in particolare i Doria che concessero agli abitanti di Dolcedo il diritto di essere curati gratuitamente nell’ospedale Galliera di Genova. Nel 1505 il padre domenicano Agostino da Savona vi fondò un monte di pietà per porre rimedio alle conseguenze di una siccità, che in seguito si fuse con la confraternita di Santo Spirito e che fu attivo fino al 1863. Fu il monte di pietà a costruire la loggia dove si svolgevano diverse attività commerciali, oggi sede del comune. I domenicani vi fondarono inoltre un ospizio con chiesa e convento.

Nel 1613 Genova concesse al terziere di San Tommaso, ovvero a Dolcedo, l’autonomia amministrativa. II comune divenne progressivamente il centro economico della val Prino. Vi aveva sede un giudice di pace di prima classe e prima di essere colpito nel 1640 dalla peste il paese raggiunse i 4000 abitanti. Durante l’occupazione napoleonica Dolcedo ottenne nel 1810 il titolo di città. Dal 1973 al 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell’Olivo e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008, ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana dell’Olivo e Alta Valle Arroscia. L’economia locale si basa sulla produzione agricola (olio di oliva) e vinicola.

Fino al 21 gennaio sarà possibile mettere “Mi piace” alle foto, che ritraggono la location, postate sulla pagina Facebook di “Ponente ligure fotosintesi” (https://www.facebook.com/ponentfoto/?fref=ts). Se otterrà tanti voti potrà entrare nella Top Ten.

La scorsa settimana Chiusavecchia ha totalizzato 27.677  visualizzazioni e 1109 “Mi  Piace”. Ecco la top Ten al momento:

1. Dolceacqua 3227 “Mi piace”
2. Seborga 3117
3. Ospedaletti 2769
4. Ventimiglia Alta 2711
5. Sanremo La Pigna 2139
6. Cervo 2132
7. Bordighera 2084
8. Rezzo 2021
9. Bajardo 1864
10. Arma di Taggia 1851

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