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Ventimiglia, tenta la fuga all’estero ma viene arrestato dalla polizia di frontiera: 27enne dovrà scontare 5 anni di prigione

Aveva lasciato la Puglia pensando di farla franca in Liguria

Ventimiglia. Dalla Puglia alla Liguria per far perdere le tracce. Era questo il piano, non andato a buon fine, di Alessandro Giannone, 27enne salentino con alle spalle una condanna ad oltre cinque anni di reclusione per i reati di rapina, furto aggravato, detenzione di segni distintivi o documenti di identificazione in uso ai corpi di polizia, violenza e minacce a pubblico ufficiale, ricettazione. Il giovane aveva deciso di tentare la fuga in Francia, attraversando la porta d’Europa: il confine di Ventimiglia.

Nella mattina di sabato, in compagnia di un cittadino ucraino residente a Rimini, ha così deciso di attraversare la frontiera di Ponte San Luigi pensando di eludere i controlli. “Peccato”, però, che il personale della polizia di frontiera abbia deciso di fermare e controllare i due uomini. Quando gli agenti gli hanno chiesto di esibire i documenti, Giannone ha risposto: “Li ho dimenticati in una giacca. Voglio soltanto fare una passeggiata fino a Mentone con il mio amico”. Pure lui, tra l’altro, senza documenti appresso.
Agli uomini del dottor Martino Santacroce non è sfuggito il nervosismo che iniziava a trapelare soprattutto dal cittadino italiano: per questo motivo, il giovane è stato accompagnato presso gli uffici di piazza Libertà per effettuare un controllo più approfondito. Sottoposti ai rilievi foto dattiloscopici e comparazione AFIS, entrambi sono risultati già fotosegnati. Gli sviluppi investigativi e gli approfondimenti nelle banche dati nazionali e internazionali, hanno permesso di scoprire che a carico di Giannone pendeva un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti e contestuale ordine di carcerazione, emesso dalla procura generale della Repubblica presso il tribunale di Lecce lo scorso 17 ottobre, dovendo espiare la pena di anni 5, mesi 2 e giorni 5 di per i gravi diletti commessi principalmente in Emilia Romagna (Rimini e dintorni) e in provincia di Lecce, molti dei quali quando ancora non aveva raggiunto la maggiore età.

Tra i vari reati commessi da Alessandro Giannone, spicca una rapina compiuta all’età di 20 anni in provincia di Rimini, dove all’epoca il giovane era domiciliato, ai danni di una povera anziana, “colpevole” solo di essere la nonna della ex ragazza di suo fratello, che lei aveva lasciato. In quell’occasione costrinse la poveretta  a consegnare tutti i gioielli ed il denaro che aveva custoditi.

Al termine quindi di tutti gli accertamenti, per il giovane salentino sono scattate le manette ed è stato condotto alla casa circondariale di Sanremo. Per quanto riguarda il giovane amico ucraino, D.N. di soli 24 anni, dalle risultanze dei riscontri foto dattiloscopici e comparazione AFIS, a carico dello stesso risultava una schedina Schengen, emessa nell’agosto del 2014 dalla questura di Bari in quanto allo stesso doveva venire inibito l’ingresso. Lo straniero veniva quindi espulso con decreto del Prefetto di Imperia e contestuale ordine del Questore.

Nella zona di competenza, che è molto ampia, la Polizia di Frontiera ha intensificato i controlli e la presenza di pattuglie operative, come disposto dal Direttore della 1^ Zona per la Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.
Con il rafforzamento del dispositivo di specialità, implementato con personale del reparto mobile di Genova, è stata raddoppiata la presenza sul territorio, arrivando a mettere in campo oltre 20 pattuglie al giorno. Significativi gli oltre 200 arresti eseguiti da inizio anno, oltre all’identificazione di circa 160.000 persone perlopiù stranieri.

Ampia soddisfazione da parte del dirigente della frontiera, Martino Santacroce che aggiunge: “Riconosco ai miei uomini, il costante impegno e la grande professionalità con le quali ogni giorno affrontano il loro lavoro, lavoro che richiede competenza, passione e grandissima attenzione, soprattutto in questo particolare momento storico”.

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