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Ventimiglia, polizia arresta “Lupin” tunisino: ha svaligiato alcune abitazioni del centro città

Inchiesta iniziata ad ottobre

Ventimiglia. Un 33enne tunisino, J.M., residente in città senza regolare permesso di soggiorno, è stato arrestato dalla polizia di Stato in quanto ritenuto responsabile di reati contro il patrimonio e inerenti agli stupefacenti. L’arresto è avvenuto dopo una proficua attività di indagine condotta dagli agenti del commissariato di Ventimiglia: l’inchiesta è iniziata nell’ottobre scorso quando la polizia è intervenuta per alcuni furti in abitazione portati a segno in una zona semicentrale di Ventimiglia.

Come spesso accade in questi casi, la ricerca del responsabile non è stata facile, ma grazie alla caparbietà e alla loro esperienza professionale gli investigatori alla fine sono riusciti ad individuare il presunto colpevole dopo un’analisi estenuante, ma decisiva per le indagini, delle immagini di tutti i sistemi di videosorveglianza ubicati nelle vicinanze delle case depredate.
Allo studio tecnico dei video, eseguito anche con l’ausilio di personale specializzato che ha reso più intellegibili le immagini, si è aggiunta la ricerca sul campo di ulteriori elementi a carico del sospetto raccolti con appostamenti e pedinamenti.
Dopo alcuni giorni il 33enne straniero è stato sorpreso nella propria residenza, in un’area limitrofa a quella del centro cittadino, in possesso di oggetti che sono poi risultati essere tra quelli sottratti alle vittime dei furti in abitazione da cui era partita l’inchiesta.

In particolare sono stati recuperati un tablet e uno smartphone di ingente valore, una borsa e un portafogli. Due le vittime accertate che hanno potuto riappropriarsi di una parte degli oggetti che erano stati trafugati. Non ancora ritrovato, invece, un motoveicolo marca Piaggio il cui furto è stato imputato al medesimo soggetto.
Durante la perquisizione domiciliare gli operatori di polizia hanno rinvenuto e sequestrato anche della sostanza stupefacente, eroina, marijuana e hashish, un bilancino di precisione, oggetti predisposti per il confezionamento delle dosi, un coltello a serramanico, una chiave per l’apertura e la chiusura delle porte normalmente in dotazione al personale delle Ferrovie dello Stato.

Alla fine di ottobre, al termine della perquisizione e dopo la convalida dell’arresto da parte dell’autorità giudiziaria, lo straniero era già stato posto agli arresti domiciliari per la detenzione a fini di spaccio delle sostanze stupefacenti.
Gli uomini del dirigente del commissariato di polizia, dottor Saverio Aricò, hanno proseguito le indagini a ritmo serrato, compiuto accertamenti, verifiche, analisi e riscontri con gli elementi utili rinvenuti nelle abitazioni oggetto di furto, e sono arrivati ad una compiuta ricostruzione dei fatti. L’obiettivo è stato raggiunto. L’evidenza degli elementi di prova raccolti nel corso dell’attività investigativa, sommati ai numerosi pregiudizi penali a carico del soggetto e considerati insieme all’inesistenza di una sua verificabile attività lavorativa di qualsiasi tipo, hanno consentito all’autorità giudiziaria di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ieri è stata eseguita.

J.M. , nato in Tunisia negli anni 80, non è risultato in regola con le norme sul soggiorno in Italia ed è ora detenuto nel carcere di San Remo. Sono in corso le consuete procedure per verificare la possibilità di una sua espulsione nel paese di provenienza al termine delle procedure penali cui è attualmente sottoposto.

Nell’occasione la polizia raccomanda ai lettori di adottare sempre le normali precauzioni volte a prevenire i furti in abitazione.
Aumentare i sistemi di sicurezza passiva (di allarme e videosorveglianza); chiudere porte e finestre, evitare di far conoscere ad estranei gli orari di utilizzo dell’abitazione, le date delle assenze prolungate, i beni di valore posseduti o qualsiasi informazione privata su nome, numero e abitudini dei componenti il nucleo familiare; cambiare serratura in caso di smarrimento della chiave; non consentire l’ingresso per nessun motivo ad estranei non qualificati; segnalare alle forze di polizia eventuali persone o circostanze sospette. Soprattutto fare molta attenzione alle informazioni divulgate attraverso il quotidiano utilizzo dei più noti e diffusi social network.

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