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Mai visti così tanti tursiopi a ponente, nuovo progetto di Costa Balenae foto

Saranno studiati i loro comportamenti in modo da ottenere dati sui cambiamenti nel corso delle diverse stagioni

Imperia. Molti apprezzamenti e grande partecipazione al primo “Aperi Dolphin” del Ponente, organizzato dalla cooperativa Costa Balenae presso il ristorante la Libecciata ad Imperia.

Obiettivo della serata è stato presentare il progetto di ricerca “Delfini del Ponente” che la cooperativa intende concretizzare a partire dalla primavera 2018. I biologi marini Davide Ascheri e Elena Fontanesi, soci della cooperativa Costa Balenae, hanno illustrato con immagini e video il progetto che si prefigge di monitorare la presenza del Tursiope lungo le coste del Ponente Ligure.

Il tursiope Tursiope (Tursiops truncatus) è un grosso delfino, diffuso in tutti i mari del mondo, ad esclusione di zone artiche ed antartiche. È presente regolarmente nel Mediterraneo, dove conduce il suo ciclo vitale principalmente nell’ambiente litorale costiero. Ad oggi, è una delle specie di cetacei più comunemente avvistata nel mondo; tuttavia la popolazione Mediterranea è considerata ‘vulnerabile’ nella Red List della IUCN delle specie minacciate.

La specie è protetta dalle Convenzioni di Berna, di Barcellona e di Washington, dalla Direttiva comunitaria Habitat e dalla legge italiana n. 157/’92. Nonostante sia una tra le specie con più alto livello di attenzione in termini di conservazione, abitando ambienti sottoposti ad un elevato grado di alterazione e deterioramento dovuti alla presenza umana, risulta ancora minacciata da molte attività umane.

Tra queste in particolare il sovra sfruttamento delle risorse ittiche, l’utilizzo di attrezzature da pesca che possono causarne la morte, l’inquinamento, traffico marittimo e la degradazione dell’habitat.
In Mar Ligure il Tursiope viene studiato con progetti ad hoc dal 2001, unicamente nella zona del Levante (Genova- La Spezia) che rappresenta, per una serie di caratteristiche del fondale, un habitat ideale per questa specie, lì considerata molto frequente.

Nel Ponente Ligure, al contrario, mai nessun ente di ricerca o fondazione scientifica ha condotto studi focalizzati sul tursiope, in quanto a causa della morfologia del fondale, gli avvistamenti sono sempre stati più rari e sporadici rispetto al versante levantino. La piattaforma continentale è, infatti, molto ridotta e a poca distanza dalla costa vengono raggiunte profondità elevate (intorno ai 2000 m), adatte ad altre specie di cetacei ma non ai tursiopi che tendono a permanere in acque con profondità non superiori a 500 m.

Nonostante queste conoscenze dell’areale di distribuzione della specie, è da notare un interessante cambiamento registrato negli ultimi anni. Infatti, nell’area che va da Capo Noli a Capo Mortola, le segnalazioni di tursiopi da parte di diportisti e pescatori e gli avvistamenti delle imbarcazioni che svolgono attività di whale watching nella zona, sono quasi triplicati rispetto alle stagioni precedenti e spesso sono stati individuati tra i gruppi di delfini anche un numero elevato di neonati e cuccioli. È già stato evidenziato che in altre zone con caratteristiche simili alla nostra, quindi non ideali per tale specie, come per esempio la Corsica, i tursiopi si sono adattati ad alimentarsi e a vivere. Se la presenza di un maggior numero di tursiopi rispetto al passato fosse confermata, si renderebbe necessaria l’attuazione di misure di conservazione e protezione di tale specie anche nel Ponente.

Da qui nasce quindi l’idea del progetto-pilota Delfini del Ponente, primo progetto, mirato al monitoraggio dei tursiopi nel Ponente Ligure su base annuale, in modo da ottenere dati non solo sulla distribuzione nel periodo estivo ma anche dei cambiamenti nel corso delle diverse stagioni.

Presenti 50 persone tra cui anche il Vicesindaco di Santo Stefano al mare e il Consigliere comunale Cristina Gavi di Imperia.
Vorremmo coinvolgere i comuni del Ponente, in particolare quelli che hanno firmato la carta di adesione a Pelagos afferma Barbara Nani, Presidente della Cooperativa, l’accordo di partenariato sottoscritto dal Comune con il Santuario Pelagos ,infatti, impegna lo stesso a riservare una particolare attenzione alla questione dei mammiferi marini adottando, nell’ambito delle sue decisioni gestionali, le soluzioni che abbiano l’impatto minore su questi animali, favorire le azioni pedagogiche e di informazione sul suo territorio e la diffusione delle informazioni sul e presso il Santuario Pelagos. Visto il successo e l’interesse per le tematiche affrontate i soci di Costa Balenae pensano di riproporre il format de “L’aperitivo scientifico”, che unisce un momento conviviale ad uno divulgativo ed informativo, anche in futuro.

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