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L’Accademia di Belle Arti di Sanremo patrocina l’opera del maestro Elio Lentini

Insieme alla città di Ventimiglia e al Museo Archeologico “Clarence Bicknell” di Bordighera”

Sanremo. L’Accademia di Belle Arti di Sanremo, la città di Ventimiglia e il Museo Archeologico “Clarence Bicknell” di Bordighera” patrocinano il talento del maestro Elio Lentini che conquista la Francia. Una scultura, che ricorda i decenni di arte e di cultura internazionale fioriti a Latte di Ventimiglia, sarà presentata ufficialmente venerdì 15 dicembre e poi ospitata nel salone del Consolato di Nizza.

“Ho conosciuto Elio Lentini quando ha incontrato gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo per condividere con loro un’esperienza artistica particolare: stilizzare dei disegni, ritagliarli con il laser su lamine e ricavarne delle pseudo litografie. Mi ha meravigliato la disponibilità con cui lui, artista di comprovata bravura e notorietà , non dava lezione ai giovani ma lavorava con loro come fossero colleghi e non discepoli, mettendoli a loro agio e sollecitando in loro un’immediata “passione” per quel che faceva e insegnava loro a fare. Un modo efficace per creare interesse e accelerare l’apprendimento.

Altre occasioni hanno poi portato il Maestro a incontrare gli studenti per un workshop, una chiacchierata, uno scambio di idee e di considerazioni sulle sue sculture, sui suoi lavori recenti e passati. Il tono degli incontri era sempre ispirato da quella affabile attitudine a porsi alla pari dei suoi interlocutori senza far trapelare la sua superiorità di artista blasonato, anzi affermando sempre una disinvolta complicità con i giovani, incoraggiandoli a fare, ad appassionarsi, a presentare senza riserve i loro lavori in pubblico, a misurarsi con il giudizio degli altri. In più occasioni li ha ospitati a Bordighera presso la sede dell’Unicef di Corso Italia dove la sua associazione allestisce ogni anno un ricco calendario di appuntamenti.

E’ proprio per avere il riscontro degli altri e soprattutto dei giovani che il Maestro ama incontrare scolari e studenti e sottoporsi a giudizi, imbastire con loro contraddittori e stimolarli alla critica : i giovani sono il termometro delle tendenze, del gusto e della sensibilità contemporanea e perciò è importante per un artista verificare se la sua proposta va nella direzione giusta.

La necessità di misurarsi con i ragazzi e raccogliere la loro opinione sembra la nuova versione di quella necessità che tanti anni fa ( allora lui giovinetto) manifestava nel seguire con attenzione i discorsi dei grandi, nell’ascoltare i loro dialoghi e ricavarne motivi di interesse e di riflessione. Quegli interlocutori di allora erano “grandi” non solo di età ma anche di statura artistica : erano quegli intellettuali che a ridosso del confine Italia – Francia si incontravano attratti da un interesse comune. Erano artisti e critici d’arte, poeti, scrittori e giornalisti che avrebbero poi segnato una pagina molto importante e significativa nella storia della cultura contemporanea tracciando un percorso integrato attraverso gli anni ’60 e seguenti.

Mi fa molto piacere che questa pagina pregnante di storia sia oggi concentrata ed espressa nell’opera realizzata da Lentini testimone vivente di quel tempo, di quel percorso e dei suoi protagonisti, erede naturale e diretto di quel clima impregnato di tensione intellettuale e anelito artistico che diventano i connotati di una lunga e fertile stagione artistica.

“PERCORSO tra ARTE e LETTERATURA anni ’60 “ è infatti il titolo di una scultura uscita dalla sua genialità artistica, plasmata sulle colline di Dolceacqua e destinata ad essere collocata permanentemente nel salone del CONSOLATO di NIZZA dove sarà presentata ufficialmente al pubblico il 15 dicembre prossimo. Il percorso che si snoda negli anni ’60 – e che il Maestro Lentini ha seguito in diretta da attento osservatore e cronista per conto proprio – intreccia arte e letteratura e trova nel Ponente ligure terreno fertile e un’accoglienza tanto calorosa da diventare luogo di incontro di scrittori, artisti, scultori, pittori e poeti di Paesi diversi che si confrontano e si interrogano, esternano sicurezze e incertezze mettendo a nudo la propria sensibilità, la cultura e le tradizioni di cui sono portatori e sottopongono le proprie convinzioni al giudizio dei colleghi. Un laboratorio di idee, una fucina di proposte animata dallo spirito di ricerca che riguarda tutti con la stessa intensità.

Lo spazio geografico dove percorsi, esperienze e personaggi si incontrano e si intrecciano è quest’angolo estremo della Liguria che diventa la culla dove mitici cultori del pensiero e dell’arte alimentano il loro spirito creativo e fanno crescere le loro produzioni.Una casa diventa un passaggio obbligato dei più grandi artisti (e non solo) del tempo : la villa “I Pini” nella frazione Latte di Ventimiglia. E’ la dimora di Antonio Aniante Rapisarda, un grande tra i grandi che è in contatto con tutti i maggiori intellettuali degli anni ’50 – ’60 che passano a trovarlo non senza produrre pensieri interessanti, sfornare giudizi competenti e costruttivi, sfornando idee e lanciando indicazioni di portata artistica.

E Aniante con questi amici-colleghi partecipa a immergere il lembo di Ligura nella magica e sospesa atmosfera artistica e letteraria che si sposa alla bellezza morfologica e paesaggistica che la natura le ha dato come vocazione.
Di questa “storia incantata” Lentini è ancora il testimone che ne difende il valore e ne garantisce la continuità tramandandola attraverso l’Asssociazione Aniante – Lentini da lui fondata. Un testimone che, allora giovinetto, ha vissuto questo clima intenso a contatto con i grandi protagonisti di cui ha assaporato golosamente ogni frase, ogni idea, ogni proposta tanto da sentire quell’esperienza durata un ventennio come vera e propria scuola di educazione spirituale e formazione professionale che ha impregnato il suo estro. Quei momenti, quelle esperienze e quei contatti poi plasmeranno la sua creatività e rientreranno nella sua produzione a volte consapevolmente e volutamente, altre volte come una forza assimilata dalla sua personalità e parte integrante delle sue strategie e tecniche artistiche.

Il ricordo della frequentazione dei grandi artisti negli anni 60 è sempre vivo nel Maestro Lentini perché il fascino dei contatti con letterati e artisti che poi lasceranno il loro nome e le loro opere incise nella storia universale è intramontabile : “ Ero ragazzino e spesso a Latte mi trovavo ad ascoltare questi grandi che dialogavano di storia dell’arte, di Parigi prima e di Nizza poi – racconta Lentini – e captavo l’importanza dei fermenti artistici e culturali di cui questi personaggi erano protagonisti. Ascoltavo con interesse e passione poi mi segnavo degli appunti su un quadernetto che conservo ancora e che ha per me un valore affettivo e didattico, ma credo oggi rivesta anche un’oggettiva importanza storica perché contiene pensieri, osservazioni, giudizi, proposte, indicazioni espresse a caldo dai protagonisti nella casa di Aniante e che hanno contrassegnato le inclinazioni dell’arte contemporanea”.

Questi incontri hanno animato e configurato la sua identità stilistica e tecnica arricchendo il processo di maturazione e contribuendo a raggiungere grandi traguardi guadagnati con la testa prima che con la mano ; hanno “educato” artisticamente il Maestro Lentini affinandone le doti naturali e ancora oggi permeano la sua sensibilità e la sua personalità di uomo e di artista, sia quando ricorda quegli anni felici, sia quando li rivive trasferendo il suo vissuto ai giovani nelle scuole e in qualunque altra occasione come negli anni 60 lo hanno trasferito a lui gli artisti che passavano dalla casa di Aniante a Lattte di Ventimiglia.

La scultura “ PERCORSO tra ARTE e LETTERATURA anni ‘60” è l’opera che riunisce ed esprime simbolicamente questo tempo passato con tutta la sua carica di significati umani e artistici. Essere presentata ufficialmente a Nizza e poi definitivamente ospitata è un omaggio importante che il Console fa alla bravura del Maestro ed è nel contempo l’espressione di un riconoscimento all’arte contemporanea, ai suoi protagonisti autentici ed a quella lingua di terra al confine che ne ha saputo coltivare i fermenti e le tensioni preparatorie di cui Elio Lentini porta avanti non solo la memoria ma ne rinnova giorno dopo giorno la grandezza artistica.

L’Accademia di Belle Arti di Sanremo con piacere patrocina l’evento quale dimostrazione della stima per le affermazioni professionali del Maestro Lentini e quale ringraziamento per l’affetto che lo lega alla comunità studentesca” – afferma Pier Luigi Megassini – direttore Accademia Belle Arti.

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