Caso Banca Etruria, Bellavista Caltagirone: “Il mio nome non è assimilabile ai debitori”

L'imprenditore ricorda che la Procura di Arezzo lo ha escluso dai nomi delle persone da rinviare a giudizio

Imperia. Il costruttore del porto di Imperia Francesco Bellavista Caltagirone non è in alcun modo assimilabile agli altri nomi contenuti nell’elenco dei debitori delle banche. Lo scrive, in una nota, l’imprenditore romano costruttore del porto di Imperia, dopo che sui giornali sono saltati fuori i nomi dei principali gruppi con forte esposizione debitoria verso Banca Etruria, banca messa in amministrazione straordinaria nel febbraio 2015 e posta in risoluzione nel novembre dello stesso anno.

Domenica Il Sole 24 Ore riportava le società del gruppo Acqua Marcia che faceva riferimento a Bellavista Caltagirone, esposte per 79,3 milioni di fidi complessivi di cui 45 milioni finiti in sofferenza.

“Il gruppo Acqua Marcia – spiega Bellavista Caltagirone – chiese e ottenne i prestiti dalle banche sulla base di una solida situazione finanziaria e di garanzie credibili. E’ stata l’inchiesta sulla presunta truffa nella costruzione del Porto di Imperia (terminata con l’assoluzione definitiva ricorda la nota di Bellavista Caltagirone) a causare il concordato preventivo del gruppo Acqua Marcia”.