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Bordighera, consigliere Fonti: “Che fine farà il palazzetto dello sport?”

Domenica oltre 400 persone per la prima gara del circuito regionale del CSI di nuoto. Ma la piscina rischia di chiudere

Bordighera. “Pienone” ieri al palazzetto dello sport di Bordighera per la prima gara del circuito regionale del CSI di nuoto, che ha visto nella piscina comunale gareggiare 167 giovani atleti provenienti da tutta la Liguria. “Trattandosi di giovani atleti”, ha dichiarato il consigliere di opposizione Massimo Fonti, presente all’evento, “Erano tutti accompagnati da almeno due persone, i genitori, dunque erano almeno 400 le persone all’interno della struttura”. “Peccato non aver potuto usufruire del servizio bar”, ha aggiunto il consigliere, “Il locale che dovrebbe ristorare gli avventori è chiuso da oltre un anno”. Un biglietto da visita poco accogliente, quello di un bar che si presenta con le serrande abbassate.

“Ma quello del bar è, se vogliamo, il problema minore”, ha sottolineato Fonti, che ha espresso preoccupazione per le sorti del palazzetto stesso: “Il prossimo 11 dicembre scade l’appalto e dunque la gestione affidata alla Sport Management e ancora non si sa come andrà a finire. Ci sarà una proroga? Non ci sarà? In questo ultimo caso rischiamo di trovarci con un palazzetto chiuso e dunque con decine e decine di ragazzi che invece di incontrarsi in un impianto sportivo e imparare attraverso lo sport le regole di convivenza ed educazione, saranno per strada”.

piscina bordighera

Il palazzetto non sembra versare nelle migliori condizioni: “Le vetrate sono completamente piene di condensa forse per il cattivo funzionamento dell’areazione”, ha detto sempre Fonti, “I fari di due campate sono bruciati: questi sono tutti piccoli esempi di una manutenzione scarsa accompagnati da una mancanza di controllo da parte del Comune, che dovrebbe interessarsi allo stato del suo impianto”. “Ovvio che un gestore non investe in una struttura non sua a contratto che si avvicina alla scadenza”, ha concluso Fonti, “Sarebbe stato il caso, magari, di pensarci prima”.