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Aikido di Ventimiglia, il maestro Braini: “Movimento, anima e mente al centro della disciplina” fotogallery

La società ha mostrato in cosa consiste la disciplina e ha colto l'occasione per fare gli auguri

Ventimiglia. Ieri sera l’Aikikai Aikido di Ventimiglia ha mostrato ai genitori ed appassionati in che cosa consiste la disciplina durante l’Embukai natalizio. L’Aikidō è un’arte marziale giapponese praticata sia a mani nude sia con le armi bianche tradizionali del Budo: “ken” (spada), “jo” (bastone) e “tanto” (il pugnale).

“L’Aikido è sviluppata per una fascia d’età che comprende dai bambini alla terza età, perciò abbiamo dei bambini che iniziano a quattro anni fino agli adulti che ne hanno 70 – dice il maestro Simone Braini, cintura nera 5° Dan – L’unica abilità che deve avere chi intraprende questa disciplina è la costanza e il venire il più possibile”.

“Il corso per i bambini propone un lavoro sull’attenzione, sulla disciplina ed educazione del movimento integrandoli con ginnastica, gioco, tecniche di concentrazione ed esercizi di equilibrio. I bambini sono stimolati attraverso gioco e movimento per educarli all’attenzione, alla precisione del gesto e ad una relazione con gli altri senza contrasto. Non c’è nessun traguardo in questa disciplina, ma piano piano si riescono ad avere dei buoni risultati” - spiega il maestro

Durante la dimostrazione gli atleti hanno fatto conoscere ai presenti come si svolge una lezione. E’ cominciata, come sempre con il saluto, un momento di silenzio e rispetto. Sono stati mostrati poi una serie di esercizi di coordinazione ed elasticità e le cadute in avanti e all’indietro. Sono state mostrate le tecniche di Aikido, dove i bambini hanno ripetuto i movimenti eseguiti dal maestro ed infine alcune mosse di “combattimento”. “Facciamo quattro volte a settimana gli allenamenti nel corso degli adulti però io consiglio di venire almeno due volte a settimana. Se uno riesce da settembre a giungo ad allenarsi con costanza riesce poi a superare benissimo la seduta di esami a giugno. Chi fosse interessato può ancora iscriversi”.

“Ho iniziato da bambino, avevo dieci anni, ora ne ho 43. L’ho sempre fatto e come tutte le arti marziali dà un senso di rispetto per le regole, ti imposta nella vita, nel carattere, nella disciplina e nel rispetto del prossimo. Il fatto di poter praticare a coppie fa sì che si sviluppi rispetto verso il proprio compagno nel dojo e nella vita verso il prossimo. Sono tutte cose positive” - racconta il maestro.

“Inizialmente può sembrare una cosa solo fisica, ma poi si scopre che c’è molto di più oltre ai movimenti. Se fosse basata solamente alla cura del corpo ci sono altre attività che forse sviluppano meglio ciò. Lo scalino superiore è per l’anima e per la mente. Sviluppa queste tre cose. C’è infatti un concetto che si chiama kishintai che significa: “ki” anima, “shin” mente e “tai” corpo. Bisogna perciò sviluppare questi tre concetti insieme. Un’altra cosa che sviluppa questa disciplina è certamente la sensibilità. L’arte marziale è una vera forma d’arte. E’ una disciplina abbastanza radicata in Giappone ed è molto utile per i bambini che hanno qualche problematica perché aiuta parecchio la coordinazione. Facciamo anche molti salti ai quali però ci si arriva gradualmente, perciò non è pericoloso. Si può iniziare a ogni età ma se si inizia da giovani è più facile. Non vi sono competizioni”.

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