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Una petizione alla Ue dei Balneari per abbassare l’aliquota Iva sui servizi

Oneglio: "Va parificata a quella a cui è soggetta la generalità delle imprese turistiche"

Imperia. «Tutte le imprese turistiche godono dell’Iva al 10%, tranne le nostre. È ora che l’aliquota venga adeguata anche per gli stabilimenti balneari. Va abbassata al 10 % come negli alberghi e nei campeggi che godono di una aliquota agevolata». Gli imprenditori balneari lo denunciano da sempre e a vent’anni di distanza, dall’ingresso in Europa, chiedono di voltare pagina. Così ricorda Gianmarco Oneglio, presidente regionale della Fiba Balneari di Confesercenti: «Gli stabilimenti balneari erano stati inseriti nella categoria “servizi alle persone”, pertanto non furono considerati attività turistiche. Ma oggi i tempi sono cambiati ed è giusto intraprendere iniziative nei confronti del governo nazionale, del Parlamento e della Ue, affinché possa essere abbassata l’attuale aliquota Iva sui servizi resi dagli stabilimenti balneari, parificandola a quella a cui è soggetta la generalità delle imprese turistiche».

Qualcosa già si muove. Come racconta il portale di riferimento Mondobalneare Sara Bellandi, titolare di uno stabilimento in Versilia, ha avviato una petizione per chiedere l’Iva agevolata anche agli stabilimenti balneari. «In Italia le concessioni demaniali marittime scontano una aliquota dell’imposta sul valore aggiunto pari attualmente al 22% del corrispettivo del servizio», motiva la petizione. «In altri paesi questa aliquota è decisamente più bassa: in Grecia è al 13%, in Spagna al 10%, in Croazia al 7,5%. Ciò questo comporta elementi distorsivi sulla concorrenza e sulla libera scelta di offerta turistica tra i vari paesi del Mediterraneo, a mio parere non conformi al diritto eurounitario». L’Iva è un’aliquota europea, ma deve essere una legge nazionale approvata dal parlamento italiano ad adeguare la situazione. «La petizione lanciata sul portale Ue dedicato, se sostenuta da molte persone – afferma Gianmarco Oneglio che con la Fiba porta avanti questa battaglia – può aiutare a cambiare rotta. Dopo vent’anni di lotte forse è arrivato il momento di prendere delle decisioni a tutto vantaggio anche del turista-bagnante che oggi paga servizi che comprendono una aliquota fuori mercato rispetto appunto alla Spagna o alla Grecia, dove gli stabilimenti balneari possono godere di aliquote dimezzate».

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