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Sanremo, crepe nei muri di due classi della quarta turistico: aule inagibili e studenti a lezione negli sgabuzzini fotogallery

I ragazzi sono momentaneamente sistemati alla bene e meglio in attesa dell'intervento del Comune, proprietario dell'edificio

Sanremo. “Ragazzi tutti fuori dall’aula, quella crepa che è spuntata nel muro non mi piace per niente”. E’ iniziata così, con le parole del professor Alberto Cavallucci, l’emergenza che ha colpito le classi 4A e 4B dell’istituto tecnico turistico “Ruffini – Aicardi”, che ha sede nel palazzo delle scuole Pascoli della città dei fiori e dallo scorso 25 ottobre si trovano a fronteggiare un problema strutturale che costringe gli studenti, delle due aule interessate, a fare lezione in locali di fortuna.

“Quel giorno, appena notata l’anomalia – spiega il professor Cavallucci, che è anche responsabile dei progetti scuola-lavoro e fa parte dello staff del preside Monticone – ho deciso di far uscire i ragazzi dall’aula in via precauzionale. Qui gli interventi di manutenzione risalgono a quando andavo alle medie io e le aule sono nello stato in cui le ho lasciate. Per questo, quando ho notato le prime crepe nei muri, mi sono sentito in dovere di far uscire immediatamente i ragazzi dalle classi.”

“Dopo il sopralluogo del Comune, che è proprietario dell’edificio e che quindi ne ha in carico la manutenzione, tre giorni fa ci è arrivata la Pec con la quale – continua il professore – ci è stato confermato un problema strutturale alla soletta che di conseguenza impone il non far utilizzare le classi agli insegnanti.

Per ora abbiamo spostato provvisoriamente le lezioni nei laboratori di informatica e dove abbiamo potuto, locali che sono ovviamente inidonei ad accogliere tutti gli studenti delle quarte. Chiederemo al Comune una soluzione alternativa, che però non sia dall’altra parte della città. Non abbiamo potuto nemmeno spostarli in un’altra aula che abbiamo libera nel complesso scolastico, perché lì cadono i calcinacci dal controsoffitto.”

I ragazzi coinvolti in totale sono una quarantina. Non nascondono di essere stufi e preoccupati per la situazione che la scuola sta vivendo e per le sue precarie condizioni strutturali. Per adesso si limitano a sperare in un tempestivo intervento del Comune, che è proprietario dell’edificio e a cui quindi spetta la manutenzione ordinaria e straordinaria.

“Visto che i nostri studenti sono impegnati nel tenere aperti alcuni spazi pubblici, come il museo civico, sarebbe bello che l’amministrazione ricambiasse spendendosi più che può per risolvere questo ed altri problemi che il turistico sta cercando di affrontare”, conclude il prof Cavallucci.

Intanto il preside Giuseppe Monticone, che si trova da solo a gestire una buona parte degli istituti superiori del ponente, ha chiesto personalmente un impegno all’amministrazione per un’intervento in somma urgenza. La speranza è quella di un ritorno alla normalità entro la fine dell’anno, ma non è esclusa l’ipotesi, al vaglio della Provincia, di un trasferimento fuori sede.

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