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Rivieracqua, è il giorno dell’assemblea dei sindaci: Donzella e Balestra pronti alle dimissioni fotogallery

Il Cda rimette il mandato e lancia un appello: "L'acqua deve rimanere pubblica, sindaci non fate marcia indietro"

Sanremo. E’ partita l’assemblea dei sindaci dell’Ato idrico imperiese, il giorno dopo la nuova indagine della Guardia di Finanza che ieri ha passato al setaccio le sedi di Rivieracqua.

Il presidente Massimo Donzella e la consigliera Balestra, davanti ai primi cittadini, hanno lanciato un appello a non fare marcia indietro rispetto al percorso di Rivieracqua, ovvero di una gestione pubblica del servizio idrico integrato.

I due consiglieri di amministrazione, che da ieri risultano indagati per spese ingiustificate e non regolare tenuta dei libri sociali, hanno entrambi rimesso il loro mandato nelle mani dei sindaci e annunciano che sono pronti alle dimissioni, qualora venisse meno il rapporto di fiducia che lega il loro incarico ai soci pubblici.

“Per il rapporto di correttezza che ho nei confronti del sindaco di Sanremo – ha detto Donzella, visibilmente commosso per quanto accaduto – io rimetto il mio mandato nelle sue mani, pronto alla possibilità anche immediata di dimissioni, ritenendo che visto il rapporto fiduciario del mio incarico esso sia l’atto da compiere.

Per quanto riguarda le notizie trapelate, non ho mai voluto chiedere rimborsi per le spese sostenute nell’esercizio della mia funzione di presidente. Non mi sono nemmeno mai occupato di bilancio e contabilità, competenze che non mi spettavano e delle quali altre figure avevano la responsabilità.

La scelta di campo fatta nel 2012 dai sindaci e dalla Provincia, quella dell’acqua pubblica – ha continuato il presidente in carica – è stata confermata da innumerevoli sentenze con cui Tar e Consiglio di Stato hanno riconosciuto Rivieracqua quale unico gestore legittimato a gestire il servizio idrico integrato, dichiarando cessati o illegittime le altre. I ricorsi di Aiga, Amat e Iren sono stai sempre rigettati.

L’acqua pubblica non può essere affidata al privato. In questo settore non ci deve essere il profitto, affinché le entrate vengano interamente reinvestite sul territorio e il servizio essenziale possa essere garantito a tutti i cittadini.

In una Provincia in crisi come questa solo Rivieracqua ha garantito nuovi investimenti sul territorio. La richiesta di fallimento proposta da Amat è stato un atto ingiusto, soprattutto nei confronti vostri – dei sindaci – e sappiate che se l’istanza di fallimento venisse accolta, nessuno con il decreto Madia in vigore potrebbe più svolgere il servizio idrico integrato, né Rivieracqua né Amaie né Secom. Rimarrebbe solo l’ipotesi gara con le porte aperte al colosso Iren.”

E’ intervenuta poi Sonia Balestra: “Dentro Rivieracqua ho visto che la gestione del servizio idrico può essere svolta in maniera economica ed efficace. Mi sento di confermare in maniera ancora più forte la scelta della gestione pubblica. Tutti siamo consapevoli dei rischi che correremmo se arrivasse il privato.

Visto che anch’io sono coinvolta nell’indagine – continua Balestra – pur sapendo di essere serena e tranquilla rispetto al mio operato, ritengo sia fondamentale, per il rapporto di fiducia che ci lega con i sindaci, rimettere il mandato nelle vostre mani.

Sarebbe più semplice dire che me ne vado e affrontare l’indagine in maniera più tranquilla, però visto il momento cruciale che vive la società, aspetto un’indicazione da parte vostra”.

L’assemblea continua.

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