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L’alluvione un anno dopo, Rezzo risorge grazie a volontari, Provincia e Regione e stranieri foto

Niente più fango per le strade, tanta solidarietà e impegno sociale per far rivivere la perla della Valle Arroscia; assente lo Stato

Rezzo. C’è uno studente universitario che preparerà la tesi di laurea su Rezzo, paese tra i più colpiti d’alluvione dello scorso anno, ma ci sono persone che dalla Germania, dalla Spagna, dalla Francia e persino dall’America, che hanno inviato 40 mila euro per le famiglie alluvionate. Sei nuclei sono rimasti fuori casa dal 24 novembre 2016. Tre di queste rientreranno, forse, già per Natale, ma si lavora ancora per mettere in sicurezza per far tornare  le famiglie anche nelle altre abitazioni di località Borghetto, zona finita nel fango.

“Benvenuti a Rezzo, paese risorto dopo l’alluvione”. Renato Adorno, il sindaco del paese della Valle Arroscia elenca tutti coloro che hanno aiutato il paese in quella che definisce un’operazione di grandissimo valore sociale: Regione, Parco delle Alpi Liguri, volontari locali, piemontesi, liguri, le famiglie di Rezzo, scuole di Imperia, Lions, l’Università di Genova, la Pro Loco, cacciatori, i turisti. Dallo Stato solo briciole e non sarebbe la prima volta che un’amministrazione viene abbandonata al suo destino.  Da qui sono passati presidente della Regione, assessori regionali, presidente della Provincia, ma nessun senatore o onorevole della Liguria. “Ma siamo contenti lo stesso perchè dopo un anno difficile il paese ora è davvero accogliente”, dice il sindaco che non dimentica l’amore, la passione, il coraggio e la pazienza infinita di tutta la sua comunità.

L’elenco delle cose fatte un anno dopo l’alluvione è impressionante: “Acquedotto, fognatura, elettricità, tutto sistemato – racconta Adorno – Si è lavorato per sistemare il ponte crollato, rinforzare gli argini, sulle frane per Cenova, lungo la strada provinciale 17 per San Bernardo e Fenaira, anche sulla strada per i ripetitori, per sistemare la frana di Cenova. C’è un piano, grazie ad un accordo con la Regione, per sistemare anche la frana di Lavina e anche qui arriverà un grosso contributo”.

Soldi, tanti soldi, sono arrivati dalla Regione, ma anche il Comune ha dovuto aprire il forziere e spendere in opere che alla fine hanno messo in piedi il paese. “Bello e accogliente” ripete Adorno. Gente umile, gente caparbia, pur finita in ginocchio, si è rimboccata le maniche già il 25 novembre 2016 e si è messa al lavoro. Nessuno si è arreso alla valanga di fango che aveva distrutto strade, case e ricordi.  “Non ci siamo mai fermati è davvero andata così – racconta Adorno – Con il giusto spirito e con tanto impegno abbiamo lavorato senza sosta. E questo sarà per noi un Natale diverso, davvero di festa per un paese tra i più colpiti dall’alluvione del 2016. Grazie Rezzo, grazie a chi non ha mai perso la fiducia e ha lavorato per farlo ritornare una perla della Valle Arroscia”.

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