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Imperia, la Provincia ricorda la ricompensa al valor militare per l’attività partigiana foto

Oggi la posa di una corona di alloro nella sede in viale Matteotti in occasione dell’anniversario

Imperia. La storia del territorio imperiese ha un caposaldo ben preciso, che sta nella medaglia d’oro al Valor militare per l’attività partigiana, consegnata alla Provincia dal presidente della Repubblica Sandro Pertini il 16 novembre 1980.

In occasione dell’anniversario l’hanno voluto sottolineare la Provincia di Imperia, l’associazione Atape (Associazione Transfrontaliera Alessandro Pertini) e l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Imperia, che oggi hanno così ricordato il riconoscimento di trentasette anni fa con una breve cerimonia alla quale hanno partecipato il prefetto Silvana Tizzano, il presidente della Provincia Fabio Natta, il presidente dell’Associazione Atape Sergio Scibilia e il presidente dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Imperia on. Giovanni Rainisio.

Oggi alle 12, all’ingresso della sede della Provincia, è stata posata una corona d’alloro proprio davanti alla lapide che commemora la consegna della medaglia al Valor militare da parte di Sandro Pertini, e che riporta fedelmente il testo del decreto firmato dal Presidente della Repubblica con cui ne era stata ufficializzata l’attribuzione.

Ecco la motivazione del riconoscimento contenuta nel decreto: “Illustre fra le genti Liguri per tradizione di fierezza, tenacia e antica adusanza a duro lavoro, in una terra aspra, impervia e avara di risorse, la popolazione imperiese, a prezzo di oltre 1200 caduti, 100 deportati, stragi, persecuzioni e distruzioni immani durante 20 mesi di occupazione nazi-fascista combatté la sua strenua Resistenza per la riconquista delle Patrie leggi e libertà, in concorso e sostegno, spesso cruenti, con le sue forze partigiane.

Circa 4000 volontari in salde formazioni combattenti, ardite e manovriere, ordinate in un rigoroso assetto organico e disciplinare della 1ª Zona Liguria, guidate da Capi esperti e valorosi, con armi pressoché totalmente conquistate al nemico, alimentate dalle stremate ma non vinte popolazioni di 53 Comuni impegnarono dal monte al mare, con l’insidia di una indomabile guerriglia e in sanguinosi combattimenti, le forze strapotenti del nemico, infliggendogli notevoli perdite, minacciandone e spesso interdicendone l’alimentazione operativa a cavaliere di sue vitali comunicazioni strategiche, nel tergo degli schieramenti avanzati. Sacrificio di sangue e sofferenza ed eminente valore furono i sigilli di nobiltà delle virtù militari e civili che gli imperiesi, in un periodo tragico della storia loro e della patria, tramandarono insigni a imperitura memoria”.

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