Imperia, colla nel portone e scritta davanti al palazzo comunale: scoperto l’autore foto

L'uomo si è "firmato" mettendo gli investigatori sulle sue tracce. Ha imbrattato anche panchine

Imperia. Nessun riferimento ad un film con protagonista Totò, “47 morto che parla” e nemmeno al famoso brigante della Maremma Domenico Tiburzi: la scritta in salsa di pomodoro apparsa davanti al palazzo comunale l’ha lasciata Tiburzi V., un 35enne pluripregiudicato di origini calabresi identificato e denunciato solo pochi giorni fa per non aver pagato il conto dell’hotel dove aveva soggiornato a Ventimiglia.

Subito dopo il danneggiamento ai danni della porta della casa comunale di Imperia ed il rinvenimento, poco distante, della scritta “Tiburzi”, gli investigatori della Digos, al termine di una capillare attività info-investigativa, in pochi giorni, hanno dato così un volto all’autore. Il 35enne, già qualche giorno fa, aveva dato segni di profondo malessere personale e di un atteggiamento astioso nei confronti delle istituzioni, colpevoli, a suo dire, di averlo abbandonato e di non dare importanza al suo stato di precarietà.

Nonostante l’alone di mistero intorno alla scritta “Tiburzi” che poteva evocare riferimenti anche contestualizzabili con la crisi dell’amministrazione comunale imperiese o la vicenda legata alla società Rivieracqua, gli investigatori avevano subito intuito che la scritta vergata con del ketchup, potesse rimandare in qualche modo all’identità dell’autore. Ed infatti, il 27 novembre scorso, il pluripregiudicato calabrese è stato bloccato dalla squadra volante di Imperia dopo aver consumato un furto di generi alimentari al supermercato Conad. Accompagnato in Questura, al cospetto degli uomini della digos, dopo aver, in un primo momento, negato ogni addebito, ha confessato di essere l’autore non solo del danneggiamento del portone d’ingresso del palazzo comunale ma anche di altri analoghi episodi che, nei giorni scorsi hanno interessato il territorio imperiese.

Il  35enne, infatti, si è attribuito il danneggiamento, mediante l’inserimento di colla all’interno della serratura, del portone di ingresso della sede dell’ispettorato territoriale del lavoro, di via Ivanoe Amoretti, 2. In quest’ultima occasione, ha altresì lasciato un messaggio, che ha riconosciuto come scritto di suo pugno, in cui spiegava le motivazioni di quella che, ha testualmente definito, “Operazione colla e serrature di Imperia”. Ha altresì asserito, di essere l’autore dei danneggiamenti mediante inserimento di colla all’interno delle fessure per il prelievo del denaro, ai danni degli sportelli bancomat delle filiali della Banca Nazionale del Lavoro e della Banca Intesa.

Inoltre ha dichiarato di aver imbrattato una panchina di piazza della Vittoria, dipinta di rosso in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, vergando su di essa “Stato prende i soldi dalle prostitute in mazzette”, “Stato magnaccia”, “Comune mafioso a 100 metri”. La ragione dei gesti, secondo l’autore, sarebbe stata dettata dal tentativo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni, sulla sua attuale situa-zione di indigenza. Per tali fatti, il Tiburzi è stato deferito all’autorità giudiziaria per danneggiamento ed imbrattamento e colpito da foglio di via obbligatorio per anni 3 da Imperia.